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Kolo Muani salva la Juve dal ko. Il nervosismo di Spalletti: che lite con Pisacane. E Conte va al Manchester. Milan, negato un rigore netto, ma Il gioco non funziona. Napoli, ecco il vero Allegri. Al Como è mancato Kean. Fiorentina choc

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Enzo Bucchioni
Oggi alle 00:00Editoriale
autore Enzo Bucchioni
12.10.2026 00:00Editoriale
Federico De Luca
Federico De Luca
Già cinque punti dall’Inter, soltanto ottava in classifica. La Juve ha rischiato di perdere anche a Cagliari, salvata soltanto da un gol di Kolo Muani che si fa perdonare un’altra partita disastrosa. Non bastano ventidue tiri in porta, un possesso palla di oltre il settanta per cento, la manovra dei bianconeri continua a esser sterile, facilmente prevedibile, senza guizzi, senza invenzioni, con poca qualità e un centravanti che centravanti non è. Il problema è tutto lì, davanti la Juve non ha un giocatore capace di trasformare in gol tutta la mole di lavoro della squadra, ma neanche capace di muoversi da attaccante vero per aprire gli spazi. Per inciso in Turchia Vlahovic ha segnato sei gol in cinque partite. Un handicap troppo evidente quello dell’attaccante che i bianconeri pagano regolarmente, vanno in difficoltà soprattutto con squadre come il Cagliari che si difendono bene, chiudono tutti gli spazi e sanno ripartire con velocità, palla a terra. Il gol di Maldini (il quarto) è arrivato proprio da un contropiede che ha messo in crisi tutta la fase difensiva bianconera. Le difficoltà nel trovare spazi e soluzioni si ripetono, non sarà facile trovarle vista anche l’involuzione di McKennie l’anno scorso uomo in più per Spalletti, la prevedibilità di Conceicao, ma anche la lentezza di Douglas Luiz e poi l’inconsistenza dei nuovi entrati Waltemade o Cambiaso. Manca disperatamente la qualità di Yldiz nell’ultimo passaggio, il suo cambio di passo. Mancano anche rabbia e determinazione, trovati dalla Juve solo nel disperato assalto finale. La mano di Spalletti non si vede, troppi giocatori fanno fatica a interpretare quello che chiede l’allenatore. Forse si potrebbe provare Waltemade e Kolo Muani insieme dall’inizio, almeno ci potrebbe essere più fisicità, più forza d’urto. Il finale è stato nervosissimo, Spalletti e l’allenatore Pisacane del Cagliari sono venuti a contatto, separati a fatica sotto gli occhi delle telecamere, brutte scene che a certi livelli si dovrebbero evitare. L’arbitro li ha espulsi, ma  quello che si è visto lascia perplessi. Intanto per la cronaca e per tutti gli juventini (sono tanti) che sperano sempre in un ritorno di Antonio Conte, l’ex allenatore bianconero si sta accordando con il Manchester United che ha iniziato male la Premier, fermato anche ieri dal Tottenham di De Zerbi. Non è andata meglio al Milan che a Sassuolo in vantaggio almeno c’è andato, ma si è fatto rimontare dalla squadra di Aquilani molto ben messa in campo, determinata e organizzata, con in un mezzo il giovane Bakola sempre più interessante. Amorim ha cambiato modulo fra il primo e il secondo tempo, ha messo Modric avanzando Rabiot, le ha provate di tutte, ma il suo calcio non funziona, c’è troppo poca velocità nel far correre la palla, i tempi di gioco sono spesso sbagliati e Gonzalo Ramos fa fatica a mettersi in moto. Detto questo, manca un rigore solare per una evidente trattenuta di Caleta-Car proprio sul centravanti rossonero. Dicono: è una valutazione di campo. A parte che l’arbitro non ha visto, la valutazione di campo finisce quando c’è un chiaro ed evidente errore e questo lo era.  Anche per Como e Roma non è stata una gran giornata, il pareggio non soddisfa. Primo zero a zero del campionato. Giocano tutte per l’Inter. La Roma se la deve prendere con Malen, brutto il suo fallo costato l’espulsione, ma il Como non ha saputo sfruttare la superiorità numerica. Troppo lenta la manovra, troppo leggeri i suoi attaccanti. E’ mancata un’invenzione, è mancato soprattutto uno come Kean in mezzo all’area. Fabregas sa di questo limite fisico della sua squadra, l’ha fatto prendere apposta, ma l’ex viola s’è subito infortunato. A parte la Lazio di Gattuso che si sta prendendo una grande rivincita e si sta godendo il primo posto, fra le inseguitrici solo il Napoli ha vinto. Finalmente Allegri ha ritrovato l’Allegri vero, capace di sfruttare l’organico e trovare soluzioni. La difesa a tre, il 3-4-3, ha cambiato il Napoli e messo De Bruyne nella condizione ideale per suggerire gioco. Il ritorno di McTominay darà altre soluzioni, l’avvio di campionato è stato troppo incerto per il valore di questa squadra. Disastroso invece l’inizio della Fiorentina, penultima in classifica con la difesa più battuta. Il cambio di panchina da Grosso a Vanoli ha portato miglioramenti relativi, il problema è una squadra costruita male da Fabio Paratici. Un disastro, senza giocatori di personalità, organico troppo giovane, troppo fragile. E questo nonostante una spesa ingentissima. Riscattando tutti i prestiti, alla fine il conto supera i 220 milioni. Con questi soldi si dovrebbe lottare per la Champions e non per la salvezza, ma Paratici nella sua storia dopo Marotta, non è nuovo a grandi spese con pochi risultati.

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