L'ex attaccante Massimiliano Esposito è stato intervistato da Radio TuttoNapoli per approfondire le principali tematiche legate all'attualità di casa Napoli. Ripartendo dalla sconfitta di martedì sera in Champions League contro il Villarreal: "La differenza è che da una parte c'è il campionato e dall'altra la Champions League. I valori e l'intensità sono diversi. Purtroppo vediamo le squadre italiane fare fatica in Europa proprio perché l'intensità è completamente diversa da quella del nostro campionato. E Allegri è stato un po' costretto a cambiare modulo dalle assenze".
Perché tanti cambi rispetto a Conte
E ancora, aggiunge Esposito parlando di Allegri: "I tanti cambi sono legati anche alla necessità di evitare ciò che è successo negli ultimi due anni, con una serie di infortuni che ha costretto la squadra ad affrontare finali di stagione molto complicati. Allegri ha una gestione diversa da Conte negli allenamenti, cerca di dosare il dispendio energetico per evitare di portarli al limite".
Le difficoltà della Serie A in Europa
Soffermandosi in generale sulle difficoltà del calcio italiano in Europa, l'ex Napoli (tra le altre) dice: "È lo specchio di quello che succede nel nostro campionato e, se vogliamo, anche nella Nazionale, che da anni non si qualifica ai Mondiali. C'è un motivo: il calcio italiano, che un tempo era considerato il più bello del mondo, è diventato uno dei campionati con meno intensità. Nel frattempo, gli altri sono cresciuti. Noi, invece, abbiamo fatto i passi indietro. E copiamo quello che fanno altrove senza concentrarci su ciò in cui eravamo fortissimi".
Da Giovane a Lang: puntare più sul dribbling
Conclusione per Esposito su Giovane e su altri attaccanti del Napoli: "Giovane ha margini di miglioramento incredibili. Può crescere soltanto giocando, acquisendo fiducia e imparando anche attraverso gli errori. Aggiungerei che il Napoli ha esterni offensivi che nell'uno contro uno possono fare la differenza. Oltre a Giovane, penso a Lang, ad Alisson Santos e a Politano. Sono giocatori tecnicamente bravi, rapidi e capaci di saltare l'uomo. Il problema del calcio di oggi è che l'uno contro uno viene utilizzato sempre meno, io punterei di più su certe caratteristiche".