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Lautaro emoziona: "Tornato in Italia dopo la finale del Mondiale un'anziana mi ha detto questo"

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Yvonne Alessandro
Oggi alle 13:52Serie A
autore Yvonne Alessandro
16.10.2026 13:52Serie A
www.imagephotoagency.it
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Una lunga intervista legata all'orgoglio della Nazionale argentina, la stima profonda per Leo Messi, il percorso che lo ha portato ad entrare nell'olimpo dei primi tre marcatori dell'Albiceleste. Lautaro Martinez si racconta al canale ufficiale dell'Afa e ritorna alla finale persa contro la Spagna al Mondiale: "Ho visto giocatori come Otamendi, Romero e Licha Martinez costretti a uscire dal campo dopo aver dato davvero tutto quello che avevano, ma questo discorso vale anche per Messi, Alvarez, per tutti. Alcuni non riuscivano nemmeno a camminare, eppure continuavano a correre e ce la siamo giocata fino all'ultima azione", ha sottolineato il capitano dell'Inter. "Ecco perché quando si tirano fuori certe teorie, è frustrante: è stato evidente che abbiamo dato il massimo. Semplicemente non è andata come speravamo; gli avversari sono stati più bravi e prima o poi doveva succedere", dice Lautaro. Ripercorrendo anche gli attimi concitati della semifinale della Coppa del Mondo contro l'Inghilterra, dove entrò e segnò al 92' per decidere il passaggio del turno dell'Argentina: "La partita contro l'Inghilterra ci ha tolto molte energie. Dentro di noi sapevamo che non era una gara come le altre; era un incontro speciale, vista la storia che c'è dietro. Tutti i fattori di contorno - dice riferendosi alle Malvinas - aggiungevano una dimensione unica, ma noi ci siamo concentrati sull'obiettivo di tornare in finale". Poi il Toro di Bahia Blanca ha proseguito: "Siamo scesi in campo con una marcia in più: anche dopo aver subito il gol, abbiamo mantenuto il controllo, abbiamo continuato a spingere in avanti e siamo rimasti fedeli al nostro stile di gioco, fino all'ultimo secondo". Lautaro ha poi svelato una storia che stringe il cuore: "Quando sono tornato in Italia, un'anziana argentina in aeroporto mi ha raccontato che, per la prima volta dopo tanto tempo, era tornata a esultare per un gol dell'Albiceleste. Una sensazione straordinaria sentire un grazie per il significato che ha avuto quel gol, in quel momento mi sono reso davvero conto della sua importanza. Si nasce per vivere momenti come questi e a me è capitato di segnare uno dei gol più importanti per la Seleccion". Quanto al bis Mondiale sfiorato, l'attaccante nerazzurro spiega sul gruppo della Nazionale: "Si rispecchiava profondamente nei propri tifosi, con un leader come Leo che ci ha insegnato a non arrenderci mai, a puntare sempre più in alto e cosa vuol dire indossare questa maglia. Siamo arrivati al Mondiale con molti di noi che venivano da situazioni difficili, ci siamo sostenuti a vicenda, augurando sempre il meglio a chiunque scendesse in campo". Aggiungendo: "Nelle fasi a eliminazione diretta, i tempi supplementari ti prosciugano davvero le energie. Inseguire il risultato, dover ribaltare la situazione, l'ansia dei tifosi, la tensione...tutto quello che abbiamo vissuto, con gli occhi di tutti puntati sull'Argentina, è stata dura". "La squadra ha dato davvero tutto ciò che aveva e anche di più. Anche se il risultato non è stato quello che volevamo, l'intera esperienza, tutto ciò che abbiamo attraversato, è stata incredibile. Ricordo - prosegue Lautaro - che, già in Qatar, il ct ci diceva che prima o poi una sconfitta sarebbe arrivata, purtroppo è successo proprio in una finale. Fa ancora più male, lascia una ferita profonda". L'insegnamento però arriva anche dai ko e una medaglia d'argento in Coppa del Mondo: "La cosa più importante è rialzarsi e voler tornare a competere, proprio come abbiamo fatto in tutti questi anni. Credo che siamo pronti e abbiamo un grande desiderio di continuare a competere ai massimi livelli, per portare l'Argentina il più in alto possibile". Infine, sulla sua carriera: "Dico sempre di essere nato dentro uno spogliatoio, perché mio padre era un calciatore, capitano delle squadre in cui ha giocato. Mi ha trasmesso l'amore per il calcio, tutte le esperienze vissute in prima persona da bambino mi hanno aiutato a sviluppare un profondo senso di responsabilità verso questo sport, oltre alla disciplina e alla dedizione al lavoro. Ancora oggi, è questo che cerco di trasmettere ai miei figli".

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