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Il Como ha scelto di snaturarsi. Ma stavolta Fabregas ha sbagliato lettura tattica

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Simone Bernabei
Oggi alle 22:15Serie A
autore Simone Bernabei
08.11.2026 22:15Serie A
www.imagephotoagency.it
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Inter-Como era partita attesissima per una lunga serie di motivi. La classifica per prima cosa. Il tasso tecnico di due delle migliori squadre d'Italia, nonché quelle che stanno meglio figurando in Europa. Era anche una partita fra due filosofie simili dal punto di vista della voglia di attaccare ma diversissime per i concetti tattici del modulo. E qui non facciamo torto a nessuno dicendo che la sfida nella sfida l'ha stravinta Cristian Chivu, nei confronti di Cesc Fabregas.

Fasce e mezzi spazi, ha vinto sempre l'Inter

I moduli delle due squadre sono storici e codificati: 3-5-2 l'Inter, 4-2-3-1 il Como. Come raccontato alla vigilia, la chiave poteva essere la capacità del Como di limitare la forza sulle fasce dell'Inter ma pure la capacità dei nerazzurri di coprire i mezzi spazi fra difesa e centrocampo, là dove gli uomini di Fabregas si esaltano. E l'Inter ha avuto la meglio in entrambe le circostanze. Perché dalle corsie sono nati i due gol nerazzurri: il primo con la galoppata di Spence, il secondo con la discesa di Dimarco e la rifinitura di Zielinski a sinistra. E lì nel mezzo, col lavoro oscuro di Barella e Calhanoglu, sono state disinnescate sul nascere le giocate dei vari Nico Paz, Da Cunha e Baturina. Un piano gara perfetto ideato da Chivu e messo in pratica alla grande dai suoi giocatori.

Il Como si è consegnato all'Inter

C'è poi un'altra cosa che ha colpito in modo particolare all'interno dei 90 minuti. Il Como ha dapprima iniziato basso, lasciando di fatto l'iniziativa all'Inter con l'idea di evitare i contropiedi. Che però sono arrivati puntualmente. Raramente in stagione si è visto la squadra di Fabregas tenere il baricentro così basso e consegnarsi agli avversari, strategia che evidentemente non ha pagato. A inizio secondo tempo il Como è poi passato ad una sorta di 3-5-2, alzando di parecchi metri il baricentro. Ma oramai era troppo tardi, con l'Inter che ha fatto valere tasso tecnico e fisicità nella gestione del risultato acquisito.

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