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Kolo Muani, 50 milioni di dubbi..Una certezza, la Juve vince con la qualità

autore
Alessandro Santarelli
per Bianconeranews.it
Oggi alle 00:01Editoriale
autore Alessandro Santarelli
03.11.2026 00:01Editoriale

Battere il Napoli, seppur un Napoli ai minimi termini, non vale solo tre punti. Vale ossigeno, vale fiducia, vale la possibilità di guardare la classifica con minore ansia. In una stagione fatta di salite ripide e discese improvvise, la vittoria contro la banda di Allegri, malinconicamente in tribuna, è una boccata d’aria che questa squadra non può permettersi di sprecare.Tuttavia dobbiamo essere onesti, : la Juve non ha vinto perché è una grande squadra. Ha vinto perché due giocatori di qualità hanno fatto la differenza. Alajbegovic e Zhegrova hanno  ricordato a tutti che  in una rosa con poca qualità, chi la qualità ce l’ha deve giocare. Sempre. Senza turnover di facciata, senza gerarchie da rispettare. Il talento non si gestisce a rotazione. Si mette in campo.

Dimentichiamo  le tabelle. Chi ha provato a fare i conti, con i “se vinciamo queste e loro perdono quelle”, ha già visto il castello crollare almeno un paio di volte. Questa Juve non può programmare: può solo vivere alla giornata, una partita dopo l’altra, senza guardare troppo avanti.La zona Champions in campionato è lontana, inutile girarci intorno. Ma la fiammella è ancora accesa, e  ha preso un po’ di ossigeno. Il vero obiettivo, adesso, deve diventare concreto: l’Europa League. Un obiettivo concreto che va  inseguito con la fame di chi sa che non può permettersi altri passi falsi.

Il guaio di questa Juve oggi  non è la sconfitta. È l’imprevedibilità. Un giorno si accende seppur parzialmente , quello dopo si spegne. Troppi giocatori volubili, troppi che scompaiono nelle serate che contano, troppi che sembrano giocare a corrente alternata. Una squadra così non costruisce nulla: raccoglie episodi.Il Napoli è stato battuto, ma la regolarità è un’altra cosa. Poi c’è  Kolo Muani:  un caso, e negarlo sarebbe ipocrita. Un investimento da 50 milioni che, al momento, si può definire solo in un modo: fallimentare. Non parliamo di un giocatore che ha avuto sfortuna o che sta attraversando un periodo no. Parliamo di un’operazione che doveva dare alla Juve un riferimento offensivo e che finora non ha dato nulla di tutto questo.E dall’altra parte c’è Woltemade. Non è una punta, ormai lo sappiamo tutti. Ma è utile alla squadra: lavora, si sacrifica, tiene su un reparto. Non è il centravanti dei sogni, però almeno gioca per i compagni. Oggi la Juve ha questo ed è inutile appellarsi a chissà che cosa.

Le ultime riflessioni portano a Spalletti.Ha in mano una squadra piena di limiti, piena di infortunati  ma con due giocatori che hanno dimostrato di saper cambiare le partite. C'è  un attacco da sistemare, un caso da risolvere e un gruppo che ha bisogno di certezze, non di esperimenti. Non c’è più tempo per aspettare, per provare, per vedere come va. Occorre mettere in campo chi ha qualità, chi  ha coraggio e chi se la sente La fiammella è accesa, bisogna provare a trasformarla in qualcosa di più solido

per Bianconeranews.it

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