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Carnevali ha individuato la strada per far rinascere la Juventus

autore
Vincenzo Marangio
per Bianconeranews.it
Oggi alle 00:38Editoriale
autore Vincenzo Marangio
04.11.2026 00:38Editoriale

Le ultime assemblee degli azionisti in casa Juventus avevano il sapore delle classiche riunioni di condominio in cui ognuno dice la sua, si litiga, ci si lamenta, si abozzano soluzioni poco convincenti che poi non vengono neanche applicate. Con il risultato di tornare a casa con la sensazione che si faceva o non si faceva era, in fondo, la stessa cosa. Questa volta no. Questa volta una voce nuova, competente e, a suo modo, rivoluzionaria, ha cambiato le carte in tavola e regalato sensazioni differenti. La voce è quella del nuovo amministratore delegato, Giovanni Carnevali, che non si è perso in chiacchiere, non ha dato vita al solito pippione in una lingua incomprensibile con mille giri di parole, alcune italiane e alcune inglesi, per non arrivare a nessun punto. Questa volte le idee sembrano essere chiare. Che non si vedano tangibili risultati sul campo è un dettaglio poco trascurabile, è vero, ma se ci si vuole dar fiducia alle sue parole quando dice "ci vorrà tempo" allora quel tempo bisogna concederlo.

La stoccata principale arriva dalla costruzione dell'area scouting che, a detta di Carnevali, mancava alla Juventus. Anche qui, un dettaglio non da poco, anzi. Come si fa a non avere una struttura del genere per scoprire i campioni del futuro? Semplice, il predecessore dell'attuale amministratore delegato era un certo Damien Comolli, l'uomo che cercava i giocatori nel computer. E non è il titolo di un film, ma una triste realtà. Che in passato ci si appoggiasse poco agli osservatori, poi, nasce dal fatto che la Juventua aveva altre risorse da poter impiegare per prendere i migliori. E quando hai la forza di acquistare un certo Cristiano Ronaldo ma tu, in fondo, che bisogno hai di uno strutturato reparto scouting? Ma i tempi sono nettamente, e tristemente, cambiati, adesso quelle risorse non ci sono più, adesso non si possono buttare via i soldi, come per altro è stato fatto anche quest'anno con Kolo Muani (qui errore della nuova dirigenza), e quindi bisogna sapersi strutturare nel modo migliore per andarli ad intercettare i campioni del futuro, in modo da costruire squadre competitive e sostenibili nel minor tempo possibile.

La strada è tracciata e chiara nella testa di Carnevali e della neonata società. Ecco perché si sta andando avanti, nei limiti del possibile, con Spalletti e l'attuale progetto tattico, perché non basterebbe un allenatore diverso, un motivatore, un uomo che conosce bene la Juve, insomma, il solito nome di Antonio Conte, a risollevare una situazione che va affrontata alle radici. Ed è lì che la società sta giustamene lavorando, anche in termini di responsabilizzazione della squadra, per riprendere la rotta giusta con gli uomini a disposizione prima di tornare a cambiare con la giusta programmazione. Programmazione. Questa parola smarrita, in casa Juventus, da tanto, troppo tempo. 

per Bianconeranews.it

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