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Sacchi: "Thiago Motta uno stratega. Se Giuntoli ha fatto la guerra ad Allegri ha sbagliato"TUTTO mercato WEB
venerdì 14 giugno 2024, 20:49Altre notizie
di Daniele Petroselli
per Bianconeranews.it

Sacchi: "Thiago Motta uno stratega. Se Giuntoli ha fatto la guerra ad Allegri ha sbagliato"

Arrigo Sacchi dal palco della Milano Football Week organizzata da La Gazzetta dello Sport ha parlato del calcio italiano e della Nazionale: "Veniamo da un momento non buono, può succedere che arrivino un fortissimo spirito di squadra e un gioco. Se ci riusciremo, come azzurri potremo mettere in difficoltà chiunque. La nostra è una scuola che non ha avuto scuola, non giochiamo tutti allo stesso modo e oggi ci sono tanti, troppi stranieri. Una volta prendevi il blocco di chi giocava bene, l’Inter o la Juve: oggi non ci sono più blocchi. Però sono curioso: se tutti daranno il massimo, riusciranno a nascondere i limiti. Dipende anche dalla stampa: se noi, che per otto anni non siamo andati ai mondiali, continuiamo a dire che dobbiamo vincere, allora vuol dire essere presuntuosi. E non dobbiamo esserlo".

E ha parlato anche di Thiago Motta: "Fa parte degli strateghi, cercherà di avere giocatori adatti al suo gioco. Lo stratega è chi ha un’idea e sa come arrivarci: io volevo giocare un calcio di movimento, di aggressività, fatto senza paura. Ma è facile in questo Paese non avere paura? È difficile".

E su Conte al Napoli ha detto: "Nel calcio italiano chi è che conta? Il club viene prima della squadra, che viene prima del singolo. Il calcio è un gioco di undici, non puoi averne uno-due che non partecipano. Perché se non partecipano non sono bravi. Servono giocatori affidabili, con loro non sbagli. Però devi avere l’appoggio del club. Penso alla Juve: se Giuntoli ha fatto la guerra ad Allegri (come ha detto Capello sempre sul palco, ndr), ha sbagliato. Si possono avere idee diverse, ma non uno che dice il contrario dell’altro. Io ero un signor nessuno, quando venne al Milan. Le mie squadre non sono mai partite forti, perché cercavo di fare cose che non conoscevano. Berlusconi fece un intervento di 27 secondi: mi chiese se avevo bisogno, dissi di sì, venne a Milanello e fece salire tutti, dicendo di avere fiducia totale in me. Sa quante partite abbiamo perso dopo? Zero. Ne abbiamo persa una a tavolino perché un mio omonimo buttò un petardo: siccome nelle commedie siamo forti, il portiere avversario si buttò a terra".