ESCLUSIVA TJ - Felice Piccolo: "Juve indistruttibile, lo zoccolo duro italiano fa la differenza. Alla Lazio servirà fortuna. Dybala? Si sta mostrando aziendalista. E su Chiellini..."
Mirko Di Natale
La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il doppio ex di Lazio e Juventus, Felice Piccolo, per parlare del match che si disputerà tra poche ore e non solo:
Come pensi se la giocherà la Lazio?
"Per battere questa Juventus, la Lazio dovrà esser molto fortunata e far quella che in gergo si definisce come 'partita perfetta'. La speranza è che i bianconeri non siano in giornata, quest'anno sembrano indistruttibili. Per il nostro calcio, spero vivamente che la Juve riesca ad arrivare in fondo e a coronare ciò che insegue da molti anni. Farebbe bene a tutti".
E per la Lazio sarà una sfida importante visto che insegue la qualificazione in Champions.
"Esatto, attualmente è quinta in classifica a pochi punti dal Milan. In Italia sta facendo qualcosa di meraviglioso, in particolar modo Tare - con cui ho avuto modo di giocare -, con il suo lavoro sta portando ormai da anni grandi risultati nella capitale. Ha un talento naturale nel prevedere la crescita di un giocatore e captarne la futura plusvalenza. Per il club è un valore aggiunto”.
Prima parlavi di indistruttibilità della Juventus, ma ti riferisci ad un reparto in particolare?
"Non so chi giocherà questa sera, ma la solidità che hai con lo zoccolo duro italiano fa la differenza. Ho vissuto quella realtà con Ferrara fino ad arrivare ad oggi, in questi anni ha mantenuto questa identità. Al contrario delle squadre di Milano. E lo affermo anche se ho vissuto cinque anni all'estero (sorride ndr). Prendiamo ad esempio Benatia, dal punto di visto della qualità non lo si discute ma sicuramente, per lui, non era come giocare nel suo paese".
A proposito di Benatia, la sua partenza è stata rimpiazzata con l'arrivo di Caceres. Prima parlavi di identità, ma anche il riprendere chi si è trovato bene può essere uno dei segreti per le continue vittorie.
"Non conosco esattamente le dinamiche sul come Caceres sia arrivato di nuovo alla Juve; il giocatore uruguaiano garantisce sicurezza ed utilità al reparto in quanto già conosce bene il club. La dirigenza è andata sicuramente sul sicuro".
Domanda molto scontata: sarà CR7 il protagonista del match di questa sera?
"In un modo o nell'altro, Ronaldo capita sempre in un'azione da gol. Ho avuto il piacere di incontrarlo come avversario, avevo 20 anni e lui 17. Seppur piccolino, i suoi numeri erano fini a se stesso. Quel carattere e quelle giocate da funambolo lo hanno aiutato nelle vittorie che ha ottenuto, a mio parere è migliorato ancor di più e gioca in maniera diversa rispetto a come faceva nel Real Madrid. Ha sposato il progetto a 360 gradi, è diventato più uomo assist per i compagni. E non è scontato, perché lo stesso Neymar pur essendo più giovane non ci è ancora riuscito".
Ti sta piacendo il nuovo ruolo di Dybala?
"Sì mi piace, a livello di numeri ne sta traendo meno vantaggio ma è una scelta che alla Juve ti obbligano a fare. Alla fine importa il risultato finito, anche in quello devi mostrarti come un'aziendalista. Non so ancora per quanto potrà continuare così, per essere uno dei migliori al mondo devi portare i gol. E' utile per la squadra, meno dal punto di vista personale. Evoluzione verso il centrocampo? Ne riparliamo tra sei mesi".
Ormai non ci sono più parole per descrivere Giorgio Chiellini, più passa il tempo e più migliora.
"Sì, è un po' una caratteristica dei centrali difensivi perché non sei come il centrocampista trentaduenne che può aver finito la benzina. Lo possiamo anche vedere in Godin, che probabilmente giocherà nell'Inter il prossimo anno. Giorgio è riuscito, nel tempo, a migliorare alcune qualità tecniche a cui ha abbinato anche il carattere e la mentalità. Con Capello ha iniziato a giocare da terzino, grazie anche ai mostri sacri che aveva davanti come Thuram e Cannavaro è riuscito ad apprendere e a ritagliarsi un ruolo fondamentale. Ora è il capitano della Juventus".
E chi trae vantaggio della cessione di Benatia è Daniele Rugani, che può aver ancor più come punto di riferimento lo stesso Chiellini.
"In una rosa formata da venticinque giocatori, hai bisogno di persone come Rugani. Sono d'accordo con il suo procuratore, Davide Torchia, quando afferma che la sua professionalità e il suo rendimento è sempre lo stesso anche quando non gioca. Forse non diventerà mai come Alessandro Nesta dal punto di vista della personalità, forse non diventerà nemmeno un trascinatore come in questo momento lo è Leonardo Bonucci anche perché il tipo di carattere è questo, ma è davvero una fortuna avere dei ragazzi che non ti creano problemi quando non scendono in campo. La Juve ha fatto una scelta nel cedere Caldara, ora si vedono i risultati. Basta vedere dove è il primo e dove è il secondo".
Su Aaron Ramsey che idea ti sei fatto? Giusto provare a portarlo a Torino in questi ultimi giorni di mercato?
"A me fa impazzire come calciatore, perché può essere da Juve anche se non so se può già essere titolare in questa squadra. Per come si sono messe le cose, io sarei pronto anche ad aspettare giugno. Ognuno, chiaramente, ha i suoi obiettivi ma non spenderei cifre folli. Ad esempio una decina di milioni potrebbe andare anche bene, sicuramente però la società è a conoscenza di quel che deve fare in questa situazione".
Si ringrazia Felice Piccolo per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


