Udinese? Sì, ma non si riesce a parlare di altro
Giulia Borletto
La conferenza di ieri ha parlato molto poco di Udinese. L'argomento principe è stato solo uno: cosa accadrà a giugno ad Allegri? Cosa si diranno nella famosa cena post Atletico in programma lui e Agnelli? Cosa pensa soprattutto il tecnico della Juventus di tutti i gossip attorno alla sua panchina? "È cambiato tutto, ci siamo visti l'altra sera, tavolo per due. Credo che tutte le cose scritte sulle mie dimissioni o su litigi col presidente mi fanno pensare che siamo su "Scherzi a parte". O io e lui ci facciamo curare da qualcuno bravo, o qualcosa non torna. Due persone mediamente intelligenti come me e il presidente che dopo cinque anni insieme hanno costruito qualcosa di importante è mai possibile che con 16 punti di vantaggio, dentro gli ottavi di Champions, litighino e l'allenatore dia le dimissioni? Del rinnovo del contratto ne parleremo a stagione finita, come abbiamo sempre fatto" spiega ai giornalisti. "Cinque anni fa, quando sono arrivato, c'era la paura di non passare il girone. E l'obiettivo della società era portare la Juventus a giocarsi tutti gli anni la possibilità di vincere la Champions. Per arrivare a questo c'è da fare solo una cosa: passare il girone.
Poi dagli ottavi in poi nel calcio non c'è niente di scontato, basta aver visto gli ultimi risultati. Io credo che bisogna anzitutto celebrare i due o i tre trofei che la Juve può ancora vincere: uno l'abbiamo vinto, siamo vicini al secondo e sul terzo siamo ancora dentro. Vanno celebrati: ogni vittoria è frutto di lavoro e sacrificio. Non ce la regalano. E quindi tutte le vittorie vanno celebrate". E su Ronaldo cosa ha da dire? "Non è spazientito. Madrid ci ha lasciato delle scorie. Prima avevamo iniziato a giocare bene, ora questo tempo di 15 giorni ci è stato d'aiuto. Martedì saremo pronti, poi vedremo se saremo anche fortunati".


