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ESCLUSIVA TJ - Siano: "Che emozione gli allenamenti con Buffon! Ricorderò per sempre la convocazione per Bologna-Juventus di Coppa Italia. E su CR7..."

autore
Luca Cavallero
per Tuttojuve.com
venerdì 28 agosto 2020, 13:30Primo piano
autore Luca Cavallero
28.08.2020 13:30Primo piano

E' approdato all'Imolese, con cui ha sottoscritto un contratto biennale, con fame, tenacia e ambizione di mettersi concretamente in gioco, contraddistinguendosi e acquisendo una nomea di rilievo in Lega Pro (con rosee prospettive per il futuro).

E' notizia di pochi giorni quella relativa al trasferimento dalla Juventus al club romagnolo sopra citato di Alessandro Siano, portiere classe 2001, con alle spalle ben undici anni di Settore Giovanile in bianconero, tra le fila del quale ha compiuto tutta la scalata (nel vero senso della parola), sino ad affacciarsi concretamente alla prima squadra.

Tra le date che ricorderà in eterno figura certamente il 12 gennaio 2019, quando venne aggregato per la prima volta con i "grandi" di Massimiliano Allegri, per Bologna-Juventus di Coppa Italia.

L'esordio ufficiale non arrivò, ma l'emozione e la consapevolezza calcistica derivate da un semplice pre-ritiro al fianco di fuoriclasse assoluti del calibro di Cristiano Ronaldo, Giorgio Chiellini e Paulo Dybala non sono decisamente trascurabili per un giovane - all'epoca appena diciassettene - formatosi proprio nella cantera bianconera.

Siano ha stilato un bilancio della sua esperienza alla Juventus, in esclusiva, a TuttoJuve.com. Con l'auspicio che chissà: magari, in futuro, l'addio di oggi si possa rivelare soltanto un semplice arrivederci.

Cominciamo dal presente e dal tuo trasferimento all'Imolese: quali sono le motivazioni della tua scelta e quali obiettivi personali ti sei posto?

"Ho voglia di far bene, mettermi in mostra e farmi conoscere. Tra gli obiettivi c'è anche quello di trovare un maggiore minutaggio".

La Juventus rappresenta per te una seconda pelle. Quali sono i ricordi più significativi che ti piombano subito in mente?

"Non dimenticherò mai quando, ormai undici anni fa, varcai i cancelli di Vinovo per il mio primo provino. Poi come dimenticare tutti i singoli allenatori e preparatori che ho incontrato nel mio percorso, con i quali mi sento ancora? Tutti mi hanno dato qualcosa e grazie al lavoro di tutti sono migliorato. Ho avuto la fortuna di giocare in gruppi forti, con giocatori di grandissima qualità. Poi, ovviamente, gli allenamenti con la prima squadra...".

Se ti dico 11 gennaio 2019, vigilia di Bologna-Juventus di Coppa Italia?

"Mi ricordo che avevo appena finito di allenarmi con la prima squadra ed ero andato a fare scarico in palestra. Mi sono sentito toccare alle spalle, mi volto e vedo il preparatore dei portieri (Filippi ndr) con il team manager. Mi dissero di prendere le mie cose e di andare in magazzino per farmi dare l'abito perchè sarei partito per Bologna con la prima squadra".

Tra i tuoi numerosi allenamenti con la prima squadra hai anche avuto modo di lavorare, fianco a fianco, con Gianluigi Buffon.

"Ricordo che avevo iniziato ad allenarmi con il preparatore dei portieri della prima squadra e lo vidi arrivare verso il campo da lontano. Con tutta naturalezza e semplicità mi chiese sorridendo come stessi... Forse lì avrei potuto anche smettere (ride, ndr)".

I giocatori della prima squadra con cui hai legato di più?

"Essendo portiere ho lavorato più a stretto contatto con Szczęsny, Perin, Pinsoglio e Buffon: tutti molto disponibili. Per quanto riguarda gli altri ricordo i tiri e le partitelle: mi facevano i complimenti e anche qualche battuta, come nel caso di Dybala e Bernardeschi".

Qualche giocatore ti ha dato qualche consiglio in particolare?

"Non c'era bisogno di parlare più di tanto. Per esempio negli allenamenti con i portieri vedevi, per esempio, come si allenavano loro e cercavi di imitarli. Da giocatori di quello spessore impari guardandoli mentre si allenano".

L'emozione del tuo primo incrocio con Cristiano Ronaldo in allenamento?

"Lo vidi arrivare la prima volta e non mi sembrava vero. Poi - piano, piano - quel velo di emozione iniziale passa. Quando ti alleni con lui hai sempre la consapevolezza che sia uno dei più grandi della storia del calcio: questo ti porta a impegnarti al massimo, anche semplicemente in partitella, provando a parargli qualche tiro".

per Tuttojuve.com

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