ESCLUSIVA TJ - Paolo De Ceglie: "Sacrificio e mentalità, Pirlo dovrà ripristinare il 'fino alla fine' alla Juve. Dzeko? Sarebbe scelta giusta. Sul mio presente e il mio futuro..."
Mirko Di Natale
"In questo momento mi trovo in Sardegna, sto svolgendo i camp estivi con il Cagliari. Mi piace molto poter allenare questi ragazzi, è una bellissima emozione. Così provo a trasmettere dei valori molto importanti. E nel frattempo sto valutando anche il presente, in particolar modo voglio capire se ci potrà essere un accordo per questi mesi che verranno". Per chi si stesse chiedendo che fine avesse fatto, Paolo De Ceglie risponde senz'altro presente. La nostra redazione lo ha contattato telefonicamente, in esclusiva, per parlare degli ultimi avvicendamenti in casa Juventus e non solo:
A gennaio ricordiamo la firma con i Miami Beach. Ora come è la situazione?
"Da Miami sono dovuto andar via, è tutto in stand-by. La situazione, in generale, è ancora un po' critica, per ora è tutto fermo. Ma il discorso è in piedi, l'accordo c'è sempre: bisogna solo aspettare. Il campionato inizierà a febbraio, vorrei giocare ancora per qualche anno. Poi mi piacerebbe rimanere all'interno del mondo del calcio, magari poter intraprendere la strada che porta ad essere un buon allenatore".
Nelle ultime settimane, la situazione è un po' cambiata tra le mura bianconere. Quale è la tua opinione in merito?
"La Juve aveva bisogno di un cambio, in questi due o tre anni ha perso l'ossatura di quella che era la squadra che aveva iniziato con me. Lo scorso anno il messaggio era stato quello di ritrovare nuova linfa, adesso invece c'è bisogno nuovamente di mentalità, spirito, motivazione. E le persone che ci sono conoscono molto bene l'ambiente, per questo ci sono delle ottime premesse. Andrea è un uomo di spessore, personalità, che va di pari passo con quello che è il dna della società. Al di là di quella che è la sua esperienza in questo momento".
Pirlo è stato un maestro di calcio in campo, lo sarà anche in panchina?
"Non so se potrà ripetere quanto fatto vedere in campo, sicuramente dovrà dimostrare tante cose. Se gli è stata concessa questa opportunità, significa che la società possiede davvero tanta fiducia nei suoi confronti. Come allenatore potrà trasmettere quei valori e quelle sensazioni che ha vissuto da calciatore, in più Andrea potrà valorizzare al massimo quelle che sono le qualità di una squadra tra le prime in Europa e sempre favorita in Italia".
Qualche giorno fa, ai nostri microfoni, Stephan Lichsteiner ha dichiarato che Pirlo avrà credibilità nei confronti del gruppo. A tuo parere sarà così?
"Credo che l'aspetto psicologico sia molto importante, specialmente quando parliamo di una società che come età media è più sulla trentina che sulla ventina. In questo momento è fondamentale avere un allenatore che sia ascoltato e capito dal gruppo, penso che Andrea potrà avere molto credito a riguardo. Per me farà molto bene alla guida della Juventus".
Anche nei confronti di quelli che sono stati i suoi ex compagni come Buffon, Bonucci, Chiellini?
"Sì, in realtà quella sarà la parte più facile. Semplicemente perché ci sarà una grande complicità, tutti vorranno remare dalla stessa parte. Questo sarà un suo punto a favore".
Il credito che avrà Pirlo non lo ha avuto, invece, Sarri. Credi che lo scorso anno sia mancata un po' di credibilità sotto questo punto di vista?
"Non è stata un'annata positiva, in quanto la squadra ha raggiunto un solo obiettivo dei quattro in cui era in lotta. E a pesare, in tutta onestà, sono sempre i risultati. Credo, perciò, ci siano stati un po' di problemi sotto il punto di vista del sistema, perché una squadra così aveva bisogno di un uomo in grado di stimolare e motivare le qualità di questi ragazzi".
La vostra Juve era famosa per l'intensità, quella di Allegri per la gestione mentre quella di Sarri doveva convincere nel gioco. Quella di Pirlo, a tuo parere, per cosa sarà ricordata?
"Se verrà ricordata, è perché avrà vinto. D'altronde, in questo discorso vengono contemplate solo le Juventus vincenti. Tutte, però, a mio parere hanno un aspetto in comune: il sacrificio. Era molto evidente nella mia squadra allenata da Conte, ho rivisto quei tratti anche in quella di Allegri e solo l'anno scorso è mancato questo aspetto. Si può parlare di moduli, tattiche e tutto ciò che vogliamo, ma di fronte a ciò passa tutto in secondo piano. Pirlo proverà a ripristinare questo concetto, l'obiettivo è quello di riportarlo ai più alti livelli".
In effetti lo spirito di sacrificio nel vostro gruppo era ben più che evidente.
"Non solo, c'era anche una grande mentalità. Quello era stato un lavoro fantastico che aveva fatto Conte, anche il gruppo in mano ad Allegri era coeso e lottava fino all'ultimo minuto. La Juventus deve ritrovare questo spirito".
Se dovesse vincere il decimo scudetto di fila, Pirlo si ritroverebbe ad aver vinto il primo da calciatore nel 2011 e il secondo da allenatore nel 2021. E' un'idea questa, a tuo parere, che gli sta passando in testa?
"Credo non stia pensando a questa idea, lui probabilmente possiede la stessa ambizione che aveva da calciatore e vorrà vincere questa nuova sfida che ha iniziato sulla panchina della Juventus. Il suo obiettivo è quello di confermarsi in campionato, cercando di ritrovare la supremazia in Coppa Italia e in Supercoppa. La Champions, poi, è sempre un discorso particolare, anche perché, stagione dopo stagione, le rivali si rinforzano sempre di più".
Un paio di giorni fa, è stato molto chiaro nei riguardi di Higuain. Lui e Khedira ormai hanno le valige in mano, ti sorprende una scelta così radicale da parte della società?
"Da quel che ho capito, però, sembra una decisione presa in comune e non in maniera unilaterale. Probabilmente non c'erano i presupposti per portare avanti il rapporto, a quel punto è meglio prendere strade diverse".
Aprendo il discorso calciomercato, ti stuzzica il nome di Dzeko?
"La Juventus ha bisogno di una prima punta molto forte, Dzeko sembra esser molto vicino e lo giudico un attaccante completo e di esperienza. E poi con Ronaldo si sposa molto bene, poiché non pensa solo a far gol ma è anche molto altruista. Potrebbe esser la scelta giusta".
A livello di terzini, quali rinforzi vedresti bene in bianconero?
"Credo che la Juventus debba rinforzarsi in quella zona di campo, in particolar modo se vorrà avere due coppie forti in egual misura. Penso che interverrà prima della fine del mercato. Gosens e Bellerin? Li giudico all'altezza di questo club".
Come vedi il campionato? Chi sarà l'antagonista dei campioni d'Italia?
"A differenza degli altri anni, dove le big cambiavano allenatore e progetto, squadre come Napoli ed Inter sono in procinto di dare continuità a quel che hanno fatto vedere lo scorso anno. Questo li porterà a non perdere tempo all'inizio, perché in casa ci sono già molte certezze. Credo che le due citate siano le più accreditate per dar battaglia alla Juventus".
Si ringrazia Paolo De Ceglie per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


