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L'analisi di Giletti: "Siamo diventati l'Inter di Moratti, salvo solo tre acquisti negli ultimi due anni. Cambiaso l'immagine di una Juve a metà che non sceglie"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 11:30Primo piano
di Mirko Di Natale
per Tuttojuve.com

L'analisi di Giletti: "Siamo diventati l'Inter di Moratti, salvo solo tre acquisti negli ultimi due anni. Cambiaso l'immagine di una Juve a metà che non sceglie"

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il collega e conduttore televisivo de "Lo Stato delle Cose" in onda sui programmi Rai, Massimo Giletti, per parlare approfonditamente del momento in casa Juventus e non solo:

La Juve è più o meno nella situazione di un anno fa, è cambiato il gioco ma non il risultato. Perché?

"Perché è una squadra immatura come lo è stata negli ultimi anni, basti pensare ai giocatori che più o meno sono sempre gli stessi. Solo la bravura di Spalletti - che per me è un genio - sta facendo la differenza, ma il materiale è quello che è. E stiamo giocando senza un centravanti da troppi mesi. Se i due rigori fossero stati segnati, oggi la Juve avrebbe quattro punti in più e le polemiche sarebbero meno forti".

C'è qualcuno che, nel marasma generale, ha messo in discussione anche Spalletti.

"Spalletti sta facendo miracoli, è riuscito a infondere sicurezza e a livello mentale ha fatto un lavoro che non pensavo fosse possibile. Però qui torniamo al materiale umano che è quello che è, anche perché le due ultime campagne acquisti sono state completamente fallimentari. Se valuto gli investimenti fatti, la Juventus ha speso in due anni oltre 200mln per giocatori non all'altezza. Questo rende tutto difficile, con una rosa molto limitata e in cui stai pagando gli errori dei singoli come quello di Cabal a Istanbul. Ma con dispiacere c'è da dire un'altra cosa".

Prego.

"Non giriamoci troppo intorno, purtroppo la Juventus è diventata l'Inter di Moratti che bruciava gli allenatori e cambiava dieci giocatori a stagione. E i nerazzurri sono diventati i bianconeri, con una dirigenza che non cambia mai e che porta a casa i risultati. Anche il Milan, che era allo sfascio, è ritornato a galla con Tare e Allegri. Non credo alla casualità. Noi invece abbiamo sbagliato tutte le scelte possibili e immaginabili che si ripercuotono sul mercato e sui giocatori. E cosa dire dei 45mln spesi per Openda? Il Napoli, agli stessi soldi, ha preso un giocatore vero come Hojlund. Abbiamo fatto poco in questi anni, io degli ultimi arrivi salvo solo Kalulu, Thuram e Conceição".

Non vorrei mettere troppo il dito nella piaga, però gli errori vengono fatti anche da calciatori che sono già alla Juve da un pezzo.

"Le amnesie sono evidenti e continuano a fare gli stessi errori, non seguono l'uomo e se lo perdono. E' una questione di attimi, specialmente quando hai poco tempo per pensare. Altrimenti fai la fine di Cambiaso con il Sassuolo che è rimasto in mezzo, c'era Kelly che si sbracciava e gli diceva di andare in marcatura su Berardi. Ma non ci è andato. Questa è proprio l'immagine di questa Juve che sta a metà, e facendo così si fa del male. La parola chiave è 'scegliere', che vale sia per i calciatori ma anche per la società che li sceglie per l'appunto. Cambiaso non ha scelto, Berardi lo ha punito e ha fatto l'assist per Pinamonti. Noi, che siamo una squadra immatura, ripetiamo sempre gli stessi errori".

E questa squadra immatura potrebbe mancare la qualificazione in Champions. Che ne pensi?

"Il calcio, all'ultima giornata, ti può salvare una volta o due, ma non può sempre andar bene. Il campionato racconta sempre la verità di quello che sei, non è un'eliminazione diretta e quindi devi prendere atto di quello che accade".

Dunque la Juve di oggi, a tuo parere, rispecchia con merito l'attuale posizione in classifica?

"A me preoccupa la discontinuità più della posizione in classifica, fanno partite in dieci straordinarie e poi si perdono come col Sassuolo. Sabato sera hanno fatto un bellissimo primo tempo, poi sono scesi in campo convinti di aver già vinto e hanno mollato. Questi giocatori hanno preso un sacco di legnate, eppure non l'hanno ancora capito che devono conquistarsi tutto e non c'è nulla di scontato. Siamo sfortunati, questo sì, ma bisogna essere sempre combattivi. Però siamo sempre qui a ripeterci le stesse cose a distanza di anni, prima o poi devono esser fatte delle analisi".

Quali?

"In primis le campagne acquisti sperperate con giocatori non all'altezza, poi il fatto di giocare sempre con tredici o quattordici uomini a disposizione da Juve. Io lo sottolineo più e più volte, ma Spalletti sta facendo i miracoli e il suo lavoro ci fa sperare in meglio. Però non scende in campo, lui cerca di trasferire una cultura di calcio ed è difficile quando in alcuni manca questo fondamentale. Io la ricordo la mia Juve, quella fatta di gente cattiva che non si accontentava di nulla. Qui vedo tanti giocatori che, boh, sono quello che sono".

Ti aspettavi più personalità, ad esempio, da giocatori come Yildiz che è il più talentuoso della rosa o da Locatelli che è il capitano?

"Non possiamo pretendere che Yildiz a 20 anni, che ha numeri da campione, di fare di più da quel punto di vista. E non stiamo qui a discutere nemmeno Locatelli, uno dei pochi che combatte sempre. Si immola, fa partite straordinarie per la causa. Ritorno ad un concetto espresso inizialmente: qui ci sono stati investimenti da 60mln completamente sbagliati. Siamo riusciti a dar via un giovane di prospettiva come Huijsen, che ora gioca nel Real Madrid, e Muharemovic che adesso vogliamo nuovamente dal Sassuolo". 

Proviamo a pensare a qualcosa di positivo, i rinnovi di Spalletti e di Vlahovic possono far ripartire in meglio la Juve.

"Ci vorrebbe anche qualche giocatore, ma la vedo difficile se non ti qualifichi in Champions League. A meno che la società non voglia fare un nuovo aumento di capitale, a mio parere abbastanza difficile per i tempi che corrono. Poi non tenere Vlahovic sarebbe una follia, anche perché un calciatore come lui ti costerebbe almeno 60mln di cartellino e 7/8 a stagione. No, troppi. Bisogna rinnovarlo".

Si ringrazia Massimo Giletti per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista