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Juve, adesso bisogna dimostrare di essere da Juve: il monito della stagione di MaifrediTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 00:05Primo piano
di Massimo Pavan
per Tuttojuve.com

Juve, adesso bisogna dimostrare di essere da Juve: il monito della stagione di Maifredi

Il 5-0 al NEC non basta: la Juventus deve dimostrare continuità e solidità. Il passato insegna quanto siano pericolosi entusiasmo e fragilità insieme.

La Juventus ha vinto 5-0 e improvvisamente sembra tornato il sole, qualche giorno prima, dopo Sassuolo, sembrava invece arrivato l'inverno, èproprio questo il problema, una Juventus vera non può vivere sulle montagne russe, non può sembrare irresistibile una sera e completamente smarrita quella successiva, deve dimostrare di essere da Juventus soprattutto nella continuità.

Il pericolo dell'effetto Maifredi

Il riferimento storico viene quasi spontaneo, con tutte le differenze del caso. La Juventus di Gigi Maifredi del 1990-91 viene ancora ricordata come una squadra capace di alternare momenti spettacolari e grandi potenzialità a fragilità e risultati che finirono per compromettere la stagione. Non significa naturalmente che questa Juventus sia quella Juventus, sarebbe un paragone forzato. Ma quella Juventus aveva Baggio, Schilaci, Casiraghi, Haessler, Di Canio ed arrivò alla semifinale di Coppa Delle Coppe, perdendo per un vero e proprio furto con il Barcellona. Il monito riguarda piuttosto un concetto: il calcio brillante non serve se manca una struttura capace di sostenerlo quando le partite diventano complicate.

Cinque gol possono essere persino pericolosi

Sembra un paradosso, ma una vittoria così larga contro un avversario modesto rischia anche di nascondere alcuni problemi, contro il NEC tutto ha funzionato, gli spazi erano enormi, le occasioni arrivavano, gli attaccanti correvano verso la porta, la partita è stata rapidamente indirizzata. La Juventus vera si vedrà quando tutto questo non accadrà.

Essere da Juve significa vincere anche male

La storia bianconera non è stata costruita soltanto sulle goleade, è stata costruita soprattutto sulla capacità di trovare il modo di vincere, quando sul 2-2, a pochi minuti dalla fine, bisogna capire che non è obbligatorio mandare otto uomini davanti al pallone. È questa maturità che contro il Sassuolo era mancata, Spalletti deve costruire una squadra, non una collezione di fiammate, il materiale tecnico esiste.

Nico Gonzalez sta crescendo, Kolo Muani si è finalmente sbloccato, Woltemade ha trovato il primo gol, Alajbegovic possiede qualità e personalità, la difesa offre alternative. Ma i nomi non costruiscono automaticamente una squadra, deve farlo Spalletti, dando principi, equilibrio e soprattutto una mentalità riconoscibile.

Basta montagne russe

La Juventus deve uscire dalla logica dell'esaltazione e della depressione, il 3-2 di Sassuolo non poteva significare che fosse tutto da buttare, il 5-0 al NEC non significa che sia tutto risolto. Serve qualcosa di molto meno spettacolare e molto più importante: normalità ad alto livello. Essere competitivi ogni domenica, restare dentro le partite, non perdere la ragione, sapere soffrire e sfruttare il talento quando arriva il momento.

Il rischio da evitare non è diventare letteralmente la Juventus di Maifredi: epoche, squadre e contesti sono differenti. Il monito di quella stagione è un altro. Una squadra può avere talento, produrre serate spettacolari e contemporaneamente non possedere la solidità necessaria per arrivare fino in fondo. Questa Juventus deve dimostrare esattamente il contrario. Non basta sembrare da Juve quando tutto funziona. Bisogna esserlo soprattutto quando tutto diventa difficile.

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