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ESCLUSIVA TJ - Zoran Mirković: "Pochi club al mondo hanno lo spirito di gruppo della Juve. Scudetto? Vinceremo anche quest'anno. La società sarebbe in grado di sostituire Pogba, ma..."

autore
Mirko Di Natale
per Tuttojuve.com
venerdì 1 gennaio 2016, 12:30Primo piano
autore Mirko Di Natale
01.01.2016 12:30Primo piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Per chi non se lo ricordasse, Zoran Mirković ha vestito la maglia bianconera dal 1998 al 2000 collezionando più di venti presenze, in particolar modo trovando spazio quando c'era in panchina mister Marcello Lippi. La Redazione di TuttoJuve.com lo ha contattato telefonicamente, in esclusiva, per tracciare un bilancio dell'anno appena trascorso e non solo:

Buongiorno Zoran, ti aspettavi Scudetto, Coppa Italia e la finale di Champions?

"Sinceramente non me lo aspettavo, soprattutto son rimasto sorpreso dalla finale di Champions. Se pensiamo che nove anni fa la Juve retrocesse ingiustamente in Serie B, si può tranquillamente dire che la squadra è stata una vera e propria furia. E questi risultati li possono raggiungere solo i più grandi nel mondo".

Cosa ti ha colpito di questa squadra?

"Mettendo da parte le due splendide partite disputate contro il Real Madrid, in finale abbiamo giocato contro i migliori degli ultimi dieci anni. Ovvero il Barcellona. La Juve ha dimostrato la propria filosofia e ho visto che c'era rispetto sportivo verso i propri avversari, perchè la squadra ha lottato fino alla fine, ci ha creduto e ha avuto fiducia nel battere il grande Barça. Dal primo all'ultimo minuto non si fermò nessuno, pochi al club hanno lo spirito di gruppo della Juventus. E diciamo, anche, che la maggior parte delle squadre che li affronta gioca per perdere, si difendono. Aggiungo un'altra cosa, se mi permetti".

Prego.

"I ragazzi hanno rispetto della maglia che indossano, lo hanno anche per l'avversario. 'Siamo la Juventus', è questa la vera filosofia".

Come hai valutato, invece, questa stagione?

"All'inizio non abbiamo cominciato bene in campionato, ma la squadra è sempre stata sul pezzo in ogni momento. I ragazzi hanno personalità, la squadra ha valore e sono sicuro che si vincerà anche quest'anno. Siamo vicini dalla capolista in questo punto della stagione, e mancano ancora diverse partite alla fine. In Champions, invece, sarà il passo più difficile contro il Bayern. Ma non c'è club al mondo che è felice di pescare la Juve, non esiste. E la Juve non avrà timore reverenziale nei confronti dei tedeschi, perchè scenderà in campo per sconfiggerli".

Chi temi di più del Bayern Monaco?

"Il Bayern gioca un bel calcio, aggressivo e molto veloce ed è differente dal Barcellona, perchè non puntano al possesso palla ma alla velocità. Punti deboli? I bavaresi rischiano tanto in difesa".

Tu che sei stato un ex difensore e anche un ex centrocampista, cosa pensi del reparto arretrato bianconero?

"La nostra difesa è splendida, ma io non penso solo a Bonucci, Barzagli, Chiellini, Lichtsteiner, Evra. La difesa inizia dagli attaccanti, ovvero da Mandzukic e Dybala. Le linee sono molto vicine tra di loro, in ogni momento di gioco la squadra è compatta e pressa molto alta. Difficilmente trovi i giocatori bianconeri piazzati male in campo, soprattutto in fase di copertura. I giocatori bianconeri si aiutano l'un l'altro, sono molto uniti e questo certifica un fortissimo spirito di squadra che vedremo anche contro il Bayern, formazione ultra offensiva. Se vorranno far male ai bianconeri, la formazione allenata da Guardiola dovrà saltare non solo un uomo, ma tutti".

E in caso contrario, la chiave di lettura bianconera sarà quella di saltare l'uomo per vincere la partita...

"Sì, esatto".

Quale è la tua opinione in merito a Paulo Dybala e Mario Mandzukic, le due attuali punte di diamante dell'attacco juventino?

"Mandzukic lo conosco anche se è croato, lo seguo da tanto tempo. Corre tantissimo per la squadra, lo trovi in tutte le posizioni del campo perchè è in attacco, in difesa, apre il gioco, fa gol. E' un guerriero. Dybala, sinceramente, non lo conoscevo benissimo prima che arrivasse alla Juve. Un fantasista che può accendere la luce a match in corso, ha un sinistro magico. Non posso che fare i complimenti a chi fa così bene al primo anno. Sono una coppia straordinaria. Però il merito è anche della squadra, perchè il loro giocar bene facilita il loro grande lavoro".

Tu che hai giocato con Zinedine Zidane, vedresti Dybala giocare nel ruolo di trequartista?

"Sono due giocatori diversi. Io lo vedo più vicino alla porta avversaria poichè "Zizou" faceva un grandissimo lavoro. Ha una costituzione fisica diversa da Dybala: "Zizou" prendeva palla fuori area e spesso arretrava fino in difesa per averla, Dybala non ha quel tipo di corsa che aveva Zinedine. Per me, l'argentino è una mezza punta e il ruolo attuale gli calza a pennello".

Se arrivasse una grande offerta per Pogba, tu cederesti il giocatore francese?

"La società Juventus ha sempre avuto grandissimi campioni, ma è sempre arrivato il momento in cui questi sono andati via. Come nel caso di "Zizou", con l'offerta del Real che soddisfò la società e la sua voglia di andare via. Nel calcio di oggi contano tantissimo i soldi, per cui se arrivasse un'offerta alta che soddisfa i dirigenti lo venderei. Ma tengo a precisare che, nel caso in cui accada, si deve trovare il momento giusto per la cessione e i soldi ricevuti devono essere reinvestiti per altri grandi giocatori. La società sarebbe in grado di sostituire Pogba con il denaro ricevuto".

Lavezzi acquisto giusto per gennaio? Lo vedresti bene alla Juve?

"Potrebbe esser utile alla causa, sicuro. Conosce bene il calcio italiano, in quanto ha già giocato in Italia, ed è un buon giocatore".

In Serbia, nello specifico a Belgrado, cosa pensano della Juve?

"Le persone, qui, sono molto informate perchè seguono le partite in diretta e tutto ciò che rappresenta il calcio italiano. Sanno che la Juventus, che intendo come società, è una delle migliori al mondo e molti miei connazionali la seguono in particolar modo così come altre squadre della Serie A. Poi c'è l'analogia con il Partizan Belgrado: metà Serbia tifa Juve perchè entrambe condividono i colori sociali. Tanti giocatori serbi han fatto la storia juventina, pensiamo a Vladimir Jugovic o anche Darko Kovacevic e quando succede ciò, le persone tendono a ricordarlo".

Ti chiedo un tuo ricordo in bianconero e quale è il giocatore più forte con cui hai giocato...

"Spirito di gruppo, rispetto per i compagni di squadra, rispetto per lo spogliatoio, rispetto per tutta la storia juventina, rispetto per tutto lo staff. Questi sono i primi ricordi che mi tornano ogni volta in mente. Inoltre vorrei rimarcare l'unione che ho trovato qui a Torino, tutti ti danno una mano e questo lo racconto sempre quando parlo della Juventus nel mio paese. Ho giocato anche in altri paesi, ma non ho trovato tutta questa unità. Sul giocatore più forte ti potrei dire Zizou, ma in realtà ti rispondo Paolo Montero. Un cuore. C'erano Alex Del Piero e Antonio Conte che hanno svolto, nella mia esperienza, il ruolo di capitano della squadra bianconera, ma Paolo Montero aveva un peso incredibile nel gruppo. Un amico, un vero fratello".

Ultima domanda, ma in realtà la più scontata: tu sei rimasto juventino?

"Sì, certo (ride ndr)".

Si ringrazia Zoran Mirkovic per la sua cortesia e la sua disponibilità a questa bellissima chiacchierata.

per Tuttojuve.com

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