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Riccio: "Champions League? Qualche chance solo per la Juve. Mercato? Ecco come devono muoversi le big”

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Redazione TuttoJuve
per Tuttojuve.com
giovedì 31 dicembre 2015, 18:15Calciomercato
autore Redazione TuttoJuve
31.12.2015 18:15Calciomercato
 Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Renato Riccio, agente Fifa, socio della RC Football Agency e dirigente della Scuola Calcio Luigi Vitale di Casoria, in provincia di Napoli, affiliata all’AC Perugia Calcio, ha concesso un'intervista  a EuropaCalcio.it:

Saranno Belgio, Irlanda e Svezia le avversarie dell’Italia ad Euro 2016. Anche le migliori terze superano la fase a gironi. Gli azzurri dove possono arrivare?

«Si tratta di un girone impegnativo ma non impossibile da superare: la Nazionale italiana, grazie soprattutto all’ottimo lavoro di Conte, saprà arrivare pronta e preparata al torneo. Oltre al lavoro sul campo, saranno importanti altri due fattori: selezionare, alla fine di una stagione lunga e logorante, i giocatori migliori e più in forma; e tenere lontano il gruppo e l’ambiente dalle solite discussioni e speculazioni giornalistiche anche in tema di mercato, in particolare riguardo al molto probabile addio di Conte. Considerando che ormai anche in campo internazionale è difficile trovare squadre materasso, il sorteggio ci ha messo di fronte a tre compagini molto ostiche: in primis il Belgio che, dopo non essere inaspettatamente riuscita a confermarsi la rivelazione del mondiale brasiliano, ha raggiunto il primo posto del ranking FIFA e farà tesoro dell’esperienza di una intera generazione che, seppur ancora giovane, ha grandi potenzialità e qualità. Per quanto riguarda l’Irlanda e la Svezia, invece, sono due squadre dotate di buona organizzazione e disciplina tattica, ma risultano inferiori qualitativamente sia al Belgio, sia all’Italia, anche se nella nazionale scandinava milita un certo Ibrahimovic, forse alla sua ultima chiamata con la propria nazionale, autore del gol che ci condannò agli Europei 2004. Ritengo che l’obiettivo debba essere sicuramente superare la fase a gironi, sia per vendicare l’onta subita delle precoci eliminazioni negli ultimi due Mondiali, sia perché gli azzurri sono pur sempre i vicecampioni in carica della rassegna continentale. Dagli ottavi in poi, ogni sfida sarà impegnativa e sarà dunque necessario battere tutti per conquistare il titolo, in particolare le altre favorite: Spagna, Germania e Francia, insieme all’Italia».

Da anni non avevamo due squadre alla fase finale di Champions League, ma Juventus e Roma hanno pescato Bayern Monaco e Real Madrid nell’urna di Nyon. La qualificazione ai quarti di finale è utopistica?

«Sicuramente avrebbe potuto esserci un sorteggio più agevole per le due italiane, in particolare per la Juve, considerando che ha letteralmente gettato al vento il primo posto nel girone. D’altro canto, il pericolo numero uno Barcellona è stato sventato, l’unica squadra che in questo momento sembra un gradino sopra tutte le altre, per cui anche il Bayern Monaco dovrà temere i bianconeri, protagonisti di una straordinaria annata nella scorsa edizione. Certamente il possesso palla e la portata offensiva del Bayern sono le armi più temibili, per cui contro i tedeschi di Guardiola sarà importante partire subito concentrati in particolare in fase difensiva, cercando di chiudere tutti gli spazi e bloccare le fonti di gioco, imporre ritmi bassi in fase di possesso per poi colpire in contropiede. Per quanto riguarda la Roma, non penso abbia tante speranze di passare il turno contro il Real che, nonostante non stia attraversando un momento molto positivo a livello ambientale, in campo europeo si trasforma grazie alla qualità e alla fame di vittorie dei suoi uomini migliori, mentre invece i giallorossi hanno mostrato una palese carenza di organizzazione tattica ed una fase difensiva disastrosa. Penso che se non arriverà alcun cambio sulla panchina, la situazione non potrà che peggiorare per i giallorossi sia in Champions che in campionato, mentre la Juve, seppur chiamata ad un’impresa titanica contro il Bayern, ha delle chance in più rispetto alla Roma di passare il turno».

L’Europa League è terra italiana, ma Fiorentina, Napoli e Lazio dovranno giocarsela con Tottenham, Villareal e Galatasaray. Il passaggio del turno è facile da conquistare?

«Anche per l’Europa League il sorteggio avrebbe potuto essere più fortunato. Penso che la squadra che rischi di meno sia il Napoli, perché nella fase a gironi ha dimostrato di giocare un calcio da top club europeo ed è quindi tra le favorite alla vittoria finale, nonostante il sottomarino giallo giochi come quasi tutte le squadre spagnole, con grande intensità e qualità offensiva, ma con grandi lacune in difesa. A Fiorentina e Lazio consiglierei di non pensare a chi si trovano di fronte: il Tottenham è una squadra molto temibile e sta attraversando un ottimo momento anche in Premier, ma agli inglesi manca ancora la maturità da grande squadra e la continuità di risultati, inoltre nelle ultime sfide già sono stati battuti dai viola. I campioni turchi invece hanno nella propria rosa giocatori vincenti e di grande esperienza, inoltre la loro arma più temibile è la spinta del pubblico di casa: sarà importante per la Lazio non farsi intimorire dal tifo del Turk Telekom e giocare con attenzione e grinta. Se pensiamo all’andamento sia in campionato che in Europa League, possiamo affermare che viola e biancocelesti sono stati quasi speculari: sorprendenti in Italia ma superficiali in Europa i primi, mentre deludenti in campionato e concreti in Europa i secondi. Con qualche buon aggiustamento dal mercato di gennaio e col lavoro dei tecnici potremmo avere almeno due squadre agli ottavi, ma spero anche tutte e tre».

Cinque squadre in quattro punti. La Serie A è tornata ad essere una competizione molto equilibrata. Il mercato potrebbe essere decisivo, ma cosa serve davvero a Inter, Fiorentina, Napoli, Juventus e Roma per migliorare?

«In questa annata stiamo assistendo ad una competizione molto avvincente, frutto del riassestamento degli equilibri tra le big, con Fiorentina, Inter e Napoli capaci di approfittare dei problemi iniziali della Juve e della discontinuità della Roma. L’Inter sembra aver meno bisogno di rinforzi, anche perché in estate ha cambiato tantissimo allestendo una buona rosa, inoltre ha il vantaggio di non giocare le coppe, per cui le proprie sorti di qui in avanti dipenderanno solo dall’abilità o meno dell’allenatore. La Fiorentina e il Napoli, considerando che hanno buone possibilità di continuare in Europa, hanno bisogno di qualche rinforzo in difesa e a centrocampo per poter essere competitive in campionato, nonostante l’impegno del giovedì, anche perché grazie alla bravura di Sarri e Paulo Sousa, pare che il turnover riesca eccome: ai viola in particolare penso che serva un difensore titolare ed anche un portiere, a meno che non si voglia dare più opportunità a Sepe piuttosto che a Tatarusanu. Il Napoli invece già sta cercando un centrocampista di livello per far rifiatare i tre titolarissimi, inoltre El Kaddouri merita maggiore spazio a mio avviso, mentre in difesa serve un jolly difensivo. La Juve invece, ancora la principale favorita in Serie A per me, necessita invece di un centrocampista di qualità a cui affidare le chiavi della manovra, sia per poter sfruttare al meglio la potenza offensiva, sia per dare filo da torcere al Bayern in Champions e continuare a sognare come l’anno scorso. Penso, invece, che la Roma sia la squadra con più problemi da risolvere, in primis la guida tecnica: è evidente che di questo passo l’andamento non potrà essere che deludente ed è quindi necessaria una svolta sia in panchina che sul mercato, con l’acquisto di un centrocampista e di un vice Digne».

Il Leicester di Claudio Ranieri è primo in classifica, l’Arsenal di Arsene Wenger fallisce la prova di maturità, il Manchester City sopravvive perdendo gli scontri diretti. Poi, il Manchester United è diviso tra Louis Van Gaal e Josè Mourinho, cacciato dal Chelsea, mentre Jurgen Klopp è ancora in fase di lavori in corso nel suo Liverpool. Che sta succedendo alla Premier League?

«Penso che stia attraversando una fase di transizione: l’Arsenal comunque sembra aver trovato maggiore costanza di rendimento e solidità difensiva, nonostante Wenger sia stato costretto a rinunciare al solito possesso palla, bello esteticamente ma sterile, a favore di un gioco fatto più di intensità e concretezza. Il Manchester City è un cantiere sempre aperto, negli anni i numerosi e milionari colpi non hanno sortito l’effetto sperato, ovvero quello di porre le basi per dei successi continui: tante stelle messe insieme possono farti vincere il campionato per un anno, ma per dare continuità ai trionfi nazionali e continentali è necessario creare un gruppo, come ha dimostrato il Milan negli anni ’90 e il Barcellona dal 2006 ad oggi. Dall’altra sponda di Manchester, invece, si continua a soffrire l’addio di Ferguson, perché finora ancora nessun tecnico è stato capace di entrare nel cuore dei tifosi e nella filosofia del club. Neanche un santone come Van Gaal ci è riuscito, che ha trionfato in ogni squadra in cui è andato, ma sempre imponendo il suo stile e la sua filosofia, ad oggi ormai passati ed inadeguati ai Red Devils a mio avviso. Alle due squadre di Manchester servirebbe un tecnico del calibro di Guardiola proprio per porre le basi di un gruppo vincente anche in futuro, molto più di Mourinho, tecnico vincente ma che dura poco, in quanto tende ad esasperare gli animi dell’ambiente interno ed esterno allo spogliatoio, oltre a consumare e reprimere le singole qualità individuali dei propri giocatori, proprio come successo quest’anno al Chelsea, dove vedrei bene Conte o un altro tecnico pronto all’esame di maturità in una big: Roberto Martìnez dell’Everton. A Liverpool penso invece che abbiano scelto al momento giusto il miglior tecnico “disoccupato” in circolazione, oltre ad Ancelotti, bruciando sul tempo le altre contendenti. Jurgen Klopp è un grande allenatore, sia a livello didattico, sia a livello mediatico, bisogna solo dargli pochi mesi di tempo per notare subito la sua impronta e filosofia di gioco, e, se sarà supportato da un buon mercato, potrà dire anche la sua nel girone di ritorno. Infine, nota di merito per il Leicester di Ranieri che sta sorprendendo e continuerà a sorprendere la Premier, grazie al calcio organizzato e verticale imposto dal tecnico italiano, che sta esaltando le doti di giocatori come Vardy e, soprattutto, Mahrez. Vorrei segnalare anche il gran calcio giocato dall’altra rivelazione, Stoke City, squadra spettacolare, anche se lontana dalla lotta per il titolo, dove vedo favoriti i Gunners o, magari, il miracolo Leicester».

Infine, Rafa Benitez e il Real Madrid, un matrimonio commovente in estate, pronto già ad un divorzio prematuro. Qual è il problema?

«Il problema è duplice: innanzitutto l’esonero di Ancelotti da parte di Perez è stato mal digerito dallo spogliatoio, ed in particolare da CR7; inoltre, Benitez sin dall’inizio non sembrava la scelta giusta per sostituire il tecnico italiano, in quanto non ha le doti di un grande gestore, ciò che servirebbe al Real,  ma che propone un calcio, sì offensivo, ma a ritmi troppo bassi, lacunoso in fase difensiva e poco mutevole quando necessario. I recenti fischi del Bernabeu e la figuraccia in Copa del Rey sembrano aver appesantito ulteriormente una situazione complessa anche per il presidente Florentino, alle prese col possibile blocco del mercato in estate, che potrà costringerlo a fare degli acquisti sontuosi già a gennaio, incrinando anche gli equilibri di uno spogliatoio di per sé difficile da gestire. Ciononostante, in Europa il Real fa sempre paura, grazie all’orgoglio dei suoi giocatori più forti e rappresentativi, che nelle sfide secche riescono a prevalere quasi sempre con la loro fame di vincere. In Liga sarà lotta a tre con Barcellona e i cugini dell’Atletico, dove sarà importante non perdere punti per strada, anche se sono dieci anni che Benitez non vince un campionato».

per Tuttojuve.com

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