ESCLUSIVA TJ - Gigi Maifredi: "La difesa e Marchisio i veri trascinatori. Pogba numero 10 errore clamoroso, ma diventerà il più forte di tutti. Su Morata, Dybala e la mia esperienza a Torino...."
Mirko Di Natale
La Redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex allenatore bianconero, Gigi Maifredi, per parlare di questo anno e non solo:
Buongiorno Gigi, volevo partire da un suo giudizio sulla stagione bianconera...
"Per come era iniziata si pensava fosse una stagione di transizione, ma è stata brava la società insieme all'allenatore e ai giocatori nel dare una virata decisiva. Adesso tutto è possibile, anche perchè i tre obiettivi stagionali possono esser ancora centrati. Nonostante le difficoltà iniziali, devo dire che fino ad oggi la stagione bianconera è stata molto positiva".
Secondo lei chi è il trascinatore di questa squadra?
"Secondo me il trascinatore è Claudio Marchisio, ma è riduttivo. I veri trascinatori sono la difesa e lo stesso numero 8 perchè sono lo zoccolo duro della Juventus. Credo che siano loro, in questo momento, a dettare i tempi della squadra e quando le cose andavano male, Buffon si è esposto in tal senso. Poi ci sono Bonucci, Barzagli, Chiellini e Marchisio è sempre puntuale nelle giocate che fa".
A livello tattico, poi, cambia molto poco...
"Loro sono abituati a giocare in ogni maniera. In base a come decide di giocare l'allenatore, per loro non è un problema. E' questo è un valore aggiunto".
Invece a Pogba ha creato problemi quella casacca numero 10 sulle spalle?
"Il numero no, ma la collocazione ha creato qualche problema. Non è un numero dieci tradizionale, ma è un grande centrocampista e diventerà il più forte di tutti. Deve aver spazio la davanti per far valere la sua falcata e la sua corsa, per cui quando si dice che Pogba potrà fare il dieci è un errore clamoroso. Vecchia numerazione? Sarebbe un sei o un numero otto".
Quale è il suo pensiero su Alvaro Morata? Involuzione o momento passeggero?
"Lui pensava di avere il diritto ad esser titolare inamovibile e il fatto di non esserlo ha generato dei dubbi, ma è un giocatore di grandissimo valore. Nel momento in cui avrà decifrato la situazione, potrà dare davvero tanto ai bianconeri".
Juve-Bayern sfida tra Davide contro Golia?
"Forse prima era così, ma da quando il Bayern è stato sconfitto in Bundesliga e ha iniziato ad avere qualche problemino di troppo, credo che nella mente dei giocatori si stia instillando qualcosa perchè pensavano di essere imbattibili. Aggiungendo, poi, che andrà via Guardiola, credo ci sarà qualche problemino psicologico in più. La Juve, invece, parte sfavorita e cercheranno di aver quel qualcosa in più per giocarsela alla pari".
C'è da riscattare quella doppia sconfitta con i bavaresi del 2013, che tra l'altro ha costato fin d'ora la prima e unica sconfitta europea casalinga...
"Meglio dimenticarsi di ciò. Bisogna avere lo spirito per prevalere perchè questo porterà avanti la squadra, farne una questione personale che è diverso dallo spirito gruppo non sarà affatto un'aggiunta".
Moutinho, Gundogan e Banega. Va davvero rinforzata la Juve in mezzo a campo a gennaio?
"Credo che Max voglia giocare con il rombo, in mezzo ha Khedira, Marchisio, Pogba e lui sta cercando un giocatore che chiuda quello schieramento. Ha tentato con Hernanes ma non ha convinto, per cui vorrebbe qualcosa di più sicuro per poter fare delle variazioni. A riguardo ho una mia idea, ma il ragionamento di voler un giocatore che dia una mano in mezzo al campo è giusto".
Esponga pure la sua idea, mister...
"Io credo che Max, quando vorrà provare Dybala dietro le due punte, avrà delle soddisfazioni ancor più maggiori di quelle che si aspetta. Già fatto a Palermo? L'argentino va sempre a prendersi palla a centrocampo e avvia lo sviluppo dell'azione. Dargli la palla significa metterla in banca e aver delle soluzioni che altri non possono avere. Perchè la fantasia non si può comprare".
Se potesse avere la bacchetta magica, quali scelte non rifarebbe in quella stagione che ha vissuto sulla panchina dei bianconeri?
"Quell'anno è stato letto male da tutti, soprattutto dalla stampa. Quando uno si cala in una dimensione abituata da anni in una certa maniera, ha bisogno del tempo. Quella Juve giocava a uomo da una vita, una teoria dettata dal modo di pensare di quei tempi. Mi dissero che era un campionato di transizione, presi due stranieri invece di tre. C'è da dire che poi Luca Cordero di Montezemolo, persona validissima, si cimentava per la prima volta nel mondo del calcio. E nessuno fece queste considerazioni, anche perchè avevo solo sedici giocatori e non trenta. Ma la storia è lunga da raccontare, poi è passato talmente tanto tempo. E' stato bello. Posso dirti che quando le cose vanno male, bisogna cambiare. Alla fine non è stato un disastro, poi mi accorsi che non era il mio ambiente. Quella Juve fu seconda, dietro alla Samp, fino alla ventesima di campionato. Rammarico? L'unico rammarico è quello di non aver preparato bene la sfida di Supercoppa con il Napoli, perchè poi dopo quella sconfitta vincemmo, contro di loro, in casa nostra e pareggiammo in Campania. Quella sconfitta non dimostrò i veri valori espressi nel doppio confronto".
Ultima domanda, come finirà il campionato secondo lei?
"Il recupero della Juve la pone come favorita. Le squadre davanti hanno avuto le possibilità di dargli il colpo di grazia, ma non ci son riuscite. I bianconeri sono abituati a lottare per vincere. L'Inter è una buona squadra ma non è a livello dei torinesi, la Fiorentina gioca bene ma non ha i giocatori della Juve, il Napoli potrebbe esser la sorpresa perchè ha giocatori importanti e ha preso un allenatore che ha fame. E questo potrebbe permettere ai partenopei di giocarsela alla pari".
Si ringrazia Gigi Maifredi per la cortesia e la massima disponibilità dimostrata in questa occasione.


