MAROTTA: "Avanti con Allegri per anni. Pogba? Ce lo teniamo stretto"
Marco Spadavecchia
Intervenuto a radio Gr Parlamento, rispondendo alle domande dei giornalisti Alessandro Vocalelli e Stefano Cazzetta, il direttore generale della Juventus Beppe Marotta ha parlato dell'attualità bianconera commentando anche l'incredibile rimonta in grado di portare i bianconeri da -11 dalla vetta a + 1 dalla seconda (il Napoli), da novembre a oggi. Ecco quanto evidenziato da Tuttojuve.com. "Abbiamo dato vita a un periodo più felice, rispetto all'inizio di stagione. La rosa modificata in più del 50 per cento e gli infortuni hanno avuto peso. Max Allegri è il nostro leader, ed è riuscito a incrementare motivazioni in tutto il gruppo".
Dove nasce la fame di questa squadra? "Dalla volontà di dare il massimo e di cercare ottenere il massimo. La storia del club lo testimonia. Chiedendo il massimo a noi stessi lo pretendiamo da coloro che lavorano con noi".
Campagna acquisti e soldi buttati... si diceva all'inizio della stagione. Cosa risponde oggi? "Sono nel calcio da diversi anni. Il giudizio affrettato è parte integrante di questo mondo. Le difficoltà c'erano, soprattuto dopo la perdita importante di giocatori come Vidal, Pirlo e Tevez, difficilmente rimpiazzabili, sia calcisticamente sia umanamente. Abbiamo optato per la scelta di calciatori di qualità, giovani: forse meno esperti ma in grado di rappresentare il presente e il futuro di questa squadra".
Al momento del sorteggio, sembrava che il pronostico con il Bayern fosse obbligato. Oggi che percentuale dà alla Juve? "A differenza della Champions, il campionato è una gara a tappe dove vince quasi sempre la migliore. Nella Champions la fortuna e le casualità sono decisive. Affrontiamo il Bayern dopo una lunga rincorsa in campionato. E per la prima volta nella stagione avremo davanto una squadra che sulla carta è superiore. Prima c'è il Bologna, però, sappiamo di dover superare un esame con una collettivo che sta affrontando un buon periodo.
Ci sono buone possibilità che Cuadrado rimanga alla Juve? "Abbiamo colto un'opportunità, prendendo il giocatore a titolo temporaneo. Lo stiamo valutando, con il Chelsea c'è un gentlemen agreement. Il giocatore rappresenta una variante in più per la squadra di Allegri".
Allegri al Chelsea? C'è un eventuale dopo Allegri? "Quando le cose vanno bene il valore dell'allenatore circola bene. La Juve rappresenta per un allenatore un punto di arrivo, uno tra i più grandi club mondiali. Non è facile trovare una squadra più importante della Juventus. A meno che non ci si consideri alla fine di un ciclo. E il ciclo vincente credo possa proseguire".
Dybala, quanto vale? Dybala è stata una scelta ponderata ma rischiosa. Sapevamo di aver optato per un talento molto importante, in grado di rapprensentare il futuro della società. Passare dal Palermo alla Juve è un salto importante. Un percorso che il ragazzo ha affrontato nel migliore dei modi, riusciendo a tirare fuori buona parte del suo meglio. E può ancora dare di più. Rientra tra i top player in circolazione. Non passa dalla testa della Juve di cederlo.
Riuscireste a rifiutare grandi offerte per l'argentino? "Siamo nella situazione di poter respingere la avances".
Si parla di un'offerta di 65 milioni... ci sarà un momento nel quale non si potrà rifiutare? "Abbiamo cercato di consolidare il gruppo più che farci ingolosire dalle plusvalenze. Il nostro fatturato è stato incrementato nonostante non siano partiti molti grandi giocatori. Per Zaza abbiamo respinto un'offerta di 30 milioni, per Rugani di 20".
Uno dei suoi più grandi colpi è quello Pogba... "Ci tengo a sottolineare che si tratta di un lavoro collettivo in società, operato a stretto contatto con Fabio Paratici e Pavel Nedved. Il fiore all'occhiello è il nostro modello organizzativo. Tante competenze elevate e tante deleghe. Pogba è un ottimo giocatore, che può ancora dare molto alla causa juventina".
Ne ha parlato con il procuratore (Raiola)? Inizio di stagione difficile?
"Quando si è giovani si hanno prestazioni più o meno elevate. Il fatto che sbagli significa che il giocatore ha il coraggio di agire. E' un asset importante per la nostra società e ce lo teniamo ben stretto".
Conte si sarà pentito aver lasciato la Juve? Possibile un suo ritorno?
"Conte nella Juve ha conquistato molti successi e tanti traguardi. E' rimasto qui diversi anni, tre stagioni. Ha vinto parecchio. E' normale che quel ciclo tendesse a concludersi. Probabilmente cercava stimoli diversi. Ora allena la Nazionale, il rapporto è rimasto buono. Il fatto che si parli di lui pensando a grandi squadre è la prova che la nostra scelta fu corretta".
Mai dire mai, quindi? "Mai dire mai è una frase ricorrente nel calcio. Ma i presupposti che il nostro allenatore rimanga con noi ci sono. E sono convinto che andremo molti anni avanti con Allegri".
Sulla legge Melandri, cosa si aspetta? "Una rivistazione del punto di vista legislativo. Anche della legge 91/81. Ci auguriamo che si arrivi a un testo unico dello sport che possa prendere in considerazione tutto il mondo professionistico. La Legge Melandri è nata con la concessione collettiva dei diritti televisivi con l'obiettivo di rendere più competitivo il campionato. Ma abbiamo visto che vincono sempre le stesse squadre... Quindi bisogna rivederlo.
Pensando al futuro. Se le dico Cavani? "Abbiamo giocatori giovani e di grandi qualità. Cavani è un calciatore appetibile, ma in questo momento non ci stiamo pensando. Ed è di un livello retributivo proibitivo".
Esiste un mercato dirigenti? Qualcuno si è fatto vivo con lei?
"Vale lo stesso discorso che ho fatto per Allegri. Stando alla Juventus è difficile ambire a squadre più importanti. Lavoro in grandissima autonomia, pur condividendo le decisioni con altri. Credo sia il massimo per un professionista. Penso che il mio periodo alla Juventus non sia terminato".


