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IL TERZO TEMPO - Doppietta-Vendetta, è la notte di Higuain. Ora la Juve punta a vincere tutto.

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Luigi Risucci
per Tuttojuve.com
giovedì 6 aprile 2017, 11:30Primo piano
autore Luigi Risucci
06.04.2017 11:30Primo piano
One Man Show del Pipita che annichilisce la carica del centomila. L'argentino non si vuole fermare, ora punta al Barça
www.imagephotoagency.it
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Probabilmente l'aveva sognata ogni maledetta notte. Dal volo di ritorno per Torino di domenica sera alla vigilia della partita giocata ieri, Gonzalo Higuain ha avuto un pensiero ricorrente: parlare sul campo dopo che fiumi d'inchiostro ed interi serbatoi di fiato erano stati spesi per denigrarlo in ogni modo. L'aveva sognata proprio così la sua partita, parlare con i piedi, mandare un messaggio, anzi due, alla tribuna d'onore, scaricare la rabbia nei gesti tecnici anziché nelle esultanze. Ed è così che si è compiuta la vendetta del Pipita, prima con un missile al fulmicotone da fuori area, poi con un gol da rapace d'area, da centravanti assoluto, a spegnere le residue speranze dei suoi ex compagni di approdare in finale. Fa da contorno la prima, inutile, vittoria di Sarri contro i bianconeri, condita da un arbitraggio non all'altezza di quello magistrale di Orsato, la solita bordata di polemiche, invasioni di campo e mancato fair play. Si, perchè il fresco vincitore della panchina d'oro, trascinato dalla bolgia del San Paolo, si è permesso persino di ordinare ai suoi di non restituire la palla agli avversari, un gesto da non far vedere nelle scuole calcio, che ha fatto rabbrividire gli amanti di questo sport, soprattutto perchè, in fin dei conti, non è servito a nulla più che fare una pessima figura. La sostanza, al netto della “dolce” sconfitta rimediata dagli uomini di Allegri, dice che i bianconeri sono in finale di coppa nazionale per il terzo anno consecutivo, ennesimo record firmato nel triennio dorato del tecnico livornese. Nonostante una prestazione convincente solo a tratti, una difesa rivedibile in più frangenti, un Neto che prima compie due parate degne del suo titolare, poi si inventa un liscio da horror, quasi peggio di quello di Donnarumma a Pescara, e che rimette in partita gli avversari, la Juventus è ancora fortemente in corsa per tutti gli obiettivi stagionali. Ad Aprile i bianconeri sono in vetta al campionato con un margine di 6 punti sulla Roma, hanno conquistato la finale di Coppa Italia e tra meno di una settimana si giocheranno l'accesso alle semifinali di Champions contro il Barcellona. Tutto secondo i piani, con un Higuain giunto alla venticinquesima rete stagionale ed in linea con gli standard immaginati in estate, quando Marotta pagò la sua onerosissima clausola rescissoria. E sta qui il motivo della dedica del Pipita verso la tribuna d'onore, quel dito puntato verso il posto occupato da De Laurentiis, che prima ha incassato l'assegno tanto desiderato e poi ha spinto la piazza ad odiare oltre ogni logica sportiva l'argentino.

Non sono bastati centomila fischi in due partite, le critiche piovute dopo l'abulica prestazione di domenica, quelle sulla presunta mancanza di personalità di Higuain di fronte all'astio del suo ex pubblico. Gonzalo si è preso la sua rivincita, con gli interessi, a dimostrazione che il dio del calcio restituisce sempre ciò che l'ingiustizia terrena ha negato ai protagonisti del rettangolo verde. In tutto fanno 4 gol in 4 partite contro i partenopei, che diventano, beffardamente, la vittima preferita del “nueve” bianconero in questi primi mesi della sua avventura torinese. Il primo gol è suonato come una liberazione dalle frustrazioni delle ultime settimane, poi Gonzalo ha mostrato di avere l'argento vivo addosso, rincorrendo i difensori, spremendo tutte le energie residue, fino a trovare addirittura la doppietta personale. Ai posteri non resterà il bel gioco espresso dal Napoli nella doppia sfida, né le sterili polemiche del suo allenatore che ieri, imperterrito, ai microfoni è tornato sui presunti arbitrali episodi della partita d'andata. Resteranno invece il punto guadagnato in campionato per la corsa scudetto e la qualificazione ottenuta ieri sera, attraverso prestazioni solide, granitiche, di una squadra che punta a vincere tutto. Sabato sera si torna in scena con la sfida al Chievo, in programma allo Stadium, gustoso antipasto della partitissima che fa tremare i cuori di tutta la tifoseria contro Messi e co. Contro i clivensi Allegri opterà ancora per una turnazione scientifica degli interpreti in campo, perchè la gestione delle energie, a questo punto della stagione, risulta fondamentale (non a caso ieri, ben 8/11 erano nuovi rispetto alla partita di domenica). Probabili i rientri in difesa di Barzagli e Rugani al centro e di Lichtsteiner ed Asamoah sulle corsie; in mezzo dovrebbe riposare lo stakanovista Khedira, mentre nei quattro davanti dovrebbe tornare a pieno regime Mandzukic. Nessun riposo per Higuain, di gran lunga il giocatore con più minutaggio in stagione, che trova nei gol la linfa per continuare a spingere sull'acceleratore, a non sentire la fatica, ad inseguire i suoi obiettivi personali e di squadra. La sensazione è che la sua sete di gol non si placherà fino a quando non tornerà ad alzare trofei importanti: anche lui ha capito che a Torino vincere non è importante, ma è l'unica cosa che conta.

per Tuttojuve.com

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