Ardoino racconta il no di Exor: "Siamo entrati col cappello in mano, ma non ci hanno sorriso"
Paolo Ardoino, CEO di Tether, è intervenuto nel programma Black Box di Chora Media e ha ricostruito anche il tentativo - andato a vuoto - fatto con Exor per acquistare la Juventus: "Siamo entrati col cappello in mano, ma non siamo stati ricevuti con un sorrisone, sicuramente. Noi vorremmo aiutare una squadra che ha una potenzialità incredibile".
Poi, l'accusa al sistema calcio: "Sfortunatamente, il mondo del calcio in Italia è ancora legato agli anni ’90 in cui l’imprenditoria doveva avere il giornale, la squadra di calcio e, quindi, viene utilizzato come strumento politico più che come una società vera e propria".
Il no di John Elkann a Tether dello scorso dicembre
“La Juve fa parte della mia famiglia da 102 anni, fa parte nel vero senso della parola perché nel corso di un secolo 4 generazioni l’hanno ingrandita, resa forte, accudita nei momenti difficili e festeggiata nei tanti momenti felici. Ma non solo. La Juve fa parte di una famiglia molto, molto più grande. La famiglia bianconera. Fatta di milioni di tifosi in Italia e nel mondo, che amano la Juve come si amano le persone care. Proprio pensando a questa passione, a questa storia di amore che ci unisce da oltre un secolo, come famiglia continuiamo a sostenere la nostra squadra e guardare al futuro per costruire una Juve vincente. La Juventus, la nostra storia, i nostri valori, non sono in vendita”.
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