Adani: "A furia di guardarsi tra sé, il calcio italiano ha perso di vista ciò che accade nel mondo"
"Perché non siamo competitivi a livello europeo?" se lo chiede oggi l'ex calciatore, oggi opinionista, Daniele Adani in un editoriale pubblicato dal Corriere della Sera. Queste le sue parole: "Dopo le eliminazioni di Napoli, Juventus e Inter, la Champions ci ricorda come da anni non siamo più un sistema che funziona. A furia però di guardarci tra di noi, la critica perde di vista quello che avviene nel mondo".
Adani sottolinea poi come alcune realtà, quella norvegese in primis, come abbiamo testato sulla nostra pelle in almeno tre occasioni, siano in forte ascesa: "Il Bodo/Glimt grazie al lavoro di Knutsen, sta mostrando una proposta che racconta dell’evoluzione del calcio. Mescolando la strategia con il coraggio e la personalità, il gioco relazionale con l’intensità delle transizioni, la pressione alta con le combinazioni in mezzo al campo e sui lati, ha costruito un modello che non ha radici profonde nel Paese ma presenta aspetti che oggi il calcio mostra ad ogni latitudine. I confronti, l’interscambio di idee, lavori e opinioni tra tecnici, analisti e studiosi anche tramite la connessione digitale, hanno portato persino una squadra norvegese a produrre un calcio pieno di dettagli. E se ci guardiamo attorno, troviamo altri esempi virtuosi in giro per il mondo, dall’Ecuador agli altri Paesi scandinavi".
Adani spende infine belle parole anche su quella che, per lui, rappresenta l'unica eccezione italiana, l'Atalanta: "Una società che ha accompagnato per anni un’idea calcistica chiara, quella del genio di Gasperini, e attraverso quella ha sviluppato un calcio virtuoso ed efficace. Palladino è stato bravo a far rivivere quel modello aggiungendoci qualcosa di proprio, com’è naturale, e si è meritato una notte indimenticabile, una notte da Dea. I bergamaschi hanno saputo ancora essere protagonisti perché hanno riconosciuto una via di calcio moderno".
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