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Gattuso si gioca futuro e credibilità con le scelte e con la preconvocazione di Verratti e Chiesa. Quella su Bastoni è la più giusta, un'esclusione è difficile da capire. Palestra e i giovani: quando il nuovo ciclo?TUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:01Editoriale
di Marco Conterio

Gattuso si gioca futuro e credibilità con le scelte e con la preconvocazione di Verratti e Chiesa. Quella su Bastoni è la più giusta, un'esclusione è difficile da capire. Palestra e i giovani: quando il nuovo ciclo?

Evviva Gennaro Gattuso, Marco Verratti, Federico Chiesa, Marco Palestra, Antonio Vergara e tutti quelli che saranno ora convocati e poi preconvocati dalla Nazionale italiana. Perché l'obiettivo di tutti deve essere andare al Mondiale negli Stati Uniti, Canada e Messico, o dove e come sarà visto che mala tempora currunt. Perché la speranza è esserci, e allora le scelte del commissario tecnico meritano fiducia. Perché lui con Gianluigi Buffon, Gigi Riccio e Leonardo Bonucci, da settimane e mesi girano l'Italia e il Mondo per vedere, incontrare e discutere coi papabili convocati. Partite e cene e summit e incontri e decisioni, poi. E preconvocazioni. Subito una precisazione: giusta la chiamata di Alessandro Bastoni. Leciti i fischi del pubblico, pagante, dei vari stadi italiani, sin troppo esasperato il caso che lo riguarda (da colpevole), ma giusto andare oltre per tutti. Una non chiamata azzurra sarebbe stata semplice ipocrisia. Bene così. Futuro e credibilità in gioco Una lista che porterà poi da quaranta a venticinque-ventisei il gruppo azzurro che il 26 marzo 2026 sfiderà a Bergamo l'Irlanda del Nord nella semifinale (secca) del playoff verso il Mondiale. Poi, eventualmente, ci si augura e si spera, martedì 31 marzo 2026 in Galles o in Bosnia la finale in trasferta (secca). "Avremo tanta pressione, speriamo di farci trovare pronti. Abbiamo una grande responsabilità, dobbiamo far di tutto per centrare il Mondiale", aveva detto il ct dopo il sorteggio. Ecco. Per questo bisogna dar fiducia al ct e al suo gruppo di lavoro: avessero sbagliato le valutazioni sui singoli, non avessero considerato a dovere le loro condizioni fisiche, atletiche e motivazionali, allora si giocherebbero tutti futuro e credibilità. Verratti sì, Fagioli no Perché in fondo alla base del ruolo del selezionatore ci sono giustappunto le scelte, le convocazioni. Perché Marco Verratti, al terzo anno in un calcio come quello qatariota che non è quello saudita, ma un campionato di basso livello il cui ritmo e le cui gare non sono neanche paragonabili al calcio europeo? Perché quando la nave rischia di naufragare, evidentemente, Gattuso preferisce non affidarsi all'entusiasmo della gioventù o ai segnali del campionato italiano ma da una vecchia certezza. Evidentemente, ha avuto e visto garanzie e rassicurazioni che noi da qui non possiamo avere, ci auguriamo. Sono arrivate a e da Valter di Salvo, Responsabile Area Performance e Ricerca della FIGC: Verratti è pronto per essere arruolabile. Però l'esclusione di Nicolò Fagioli, tornando proprio alla questione di cui sopra, visto che il Viola non ha ricevuto (fin quando scriviamo queste righe) la preconvocazione, ci lascia perplessi: non si può giudicare dalla posizione in classifica della Fiorentina, il centrocampista a Firenze ha ritrovato proprio il regia una dimensione altissima. Sa prendersi responsabilità, ha qualità che in Nazionale non hanno altri giocatori e con Manuel Locatelli potrebbe alternarsi a meraviglia nel ruolo. Eppure, al momento, pare destinato a restare fuori. Beninteso: la preconvocazione è duopo adesso per chi gioca all'estero, non per chi è in Italia, ma la Nazionale stavolta ha mandato comunicazioni a tappeto. E non a Fagioli. Il calcio italiano e i giovani Viva Gattuso e le sue idee, però, conta l'Italia. Mica solo su Verratti, anche su Federico Chiesa, pure lui preconvocato, reduce da una stagione da 22 minuti di media a partita nelle poche gare giocate, dopo annate da infortunato. Meglio la vecchia garanzia azzurra, e urge ricordare che non siamo al Mondiale da due edizioni, che l'entusiasmo dei giovani? Quando arriverà il momento in cui attorno a un'ossatura di una Nazionale fatta e finita (ma c'è davvero?), le convocazioni per chiudere la rosa arriveranno proprio sfruttando i segnali del campionato, i giovani e i talenti più in forma, non solo Marco Palestra e Antonio Vergara per citare i due casi più in vista, sfruttando il loro entusiasmo e la loro travolgente onda? 'Paura di bruciarli'. Ci ripetiamo questo, come un mantra, da tempo immemore. Intanto ci auguriamo, con fiducia, che le scelte del commissario tecnico di tutti noi ci portino al Mondiale. Ma permetteteci, nel frattempo, qualche interrogativo e dubbio che si spera venga smentito dalle vittorie.