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Juve, Spalletti resta solo se alzi il livello. Con il cuore strappa il pari alla Lazio: presi due gol in contropiede per errori individuali. Il Var cicca ancora, manca un rigore ai bianconeri. McKennie verso l’Inter. Sabato il Derby d’Italia.TUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 00:00Editoriale
di Enzo Bucchioni

Juve, Spalletti resta solo se alzi il livello. Con il cuore strappa il pari alla Lazio: presi due gol in contropiede per errori individuali. Il Var cicca ancora, manca un rigore ai bianconeri. McKennie verso l’Inter. Sabato il Derby d’Italia.

La Juventus con il cuore, di testa e con la testa, rimonta due gol, strappa il pari alla Lazio nel recupero e alla fine due punti persi in casa hanno il sapore dell’impresa. Eppure restano due punti persi nella incandescente lotta per la Champions con la Roma che stasera può fare il controsorpasso. Spalletti sta facendo un grande lavoro, è evidente. Per tutto il secondo tempo, per recuperare il risultato, la Juve ha offerto squarci di grande calcio, con ritmo, intensità, velocità nel far correre la palla, scambi di posizione dei giocatori, inserimenti, cambi di fronte. Il problema è che non è una squadra perfetta, la qualità di tanti interpreti non è il massimo, si sbaglia troppo, appena calano la concentrazione succede come contro l’Atalanta, o come ieri sera quando la sconfitta è stata evitata soltanto all’ultimo. Qualcuno si chiede come mai Spalletti non spinga per rinnovare il contratto o cosa stia aspettando la Juventus a proporre una nuova firma a Spalletti visto che dopo tanti cambi disastrosi in panchina ha finalmente trovato un allenatore carismatico e vincente. Già, perchè? La risposta è abbastanza semplice. Spalletti deve avere la certezza dei programmi, deve capire cosa vuol fare questa società, se c’è davvero la volontà di risolvere quei problemi dei quali vi parlavo e che sono apparsi evidenti anche ieri sera. La Juventus è una squadra costruita male, non messa insieme seguendo una precisa idea di gioco, senza cercare giocatori che per caratteristiche stiano bene assieme, ma soltanto perchè certi acquisti sembravano un affare, altri avevano eccitato gli algoritmi. Altri, poi, non sono da Juve. Spalletti aspetta proprio questo, siccome la Juventus deve andare in campo sempre per vincere (lo ha ribadito lui) serve mettere in piedi una squadra competitiva, in grado di fare il calcio che l’allenatore ha in testa. Attenzione, non vuole dieci campioni, sarebbe troppo facile e non si potrebbero comprare, vuole semplicemente degli elementi in sintonia con le sue idee. Anche ieri sera contro la Lazio la Juventus ha preso gol evitabilissimi. L’errore di Locatelli non è stato coperto con marcature preventive, Cambiasso è stato infilato per demeriti propri (era messo male), ma anche perchè persa palla in attacco nessuno è andato a pressare Cataldi che ha lanciato indisturbato un passaggio di quaranta e più metri. Ma anche David, nome stradiscusso, non è l’attaccante in grado di far muovere il gioco d’attacco di Spalletti. Non ha la rapidità nell’uno-due, non fa rientri pronti per aprire gli spazi agli altri. Pure gli esterni (tolto Ildiz) giocano solo per loro stessi, faticano a fare le catene spallettiane. Ma non solo loro. Qualcuno si chiederà perchè Kalulu non esce mai e invece Cabal per la seconda volta titolare, non gioca più di un tempo? Oppure perchè appena Spalletti fa un po’ di turn over il livello del gioco scade? Ecco, monsieur Comolli se vuole tenere Spalletti a Torino non è un problema solo, ovviamente, di cifre, ma soprattutto di programmi tecnici. Se volete far crescere la Juve non resta che farsi dire dall’allenatore che tipo di giocatore serve (non nomi, caratteristiche ripeto) e poi andarlo a prendere. Spalletti ha voglia di vincere sempre, in questo caso anche di rivincita dopo l’amara esperienza in Nazionale, se capisce che anche questa è davvero l’idea della società Juve, date per scontato il suo rinnovo. Altrimenti aspetterà fino a giugno e se dovesse vedere cose che non gli garbano (alla Toscana), la soluzioni non gli mancheranno. Sarebbe un peccato perchè in pochi mesi ha fugato tutti i dubbi, s’è calato nell’ambiente e ha fatto crescere la Juve. Tornando alla partita, in questo calcio che ormai fa alle azioni delle vere e proprie autopsie, dopo quello visto a Marassi, ma su moltissimi altri campi, ieri sera al Var è sfuggito un rigore per la Juve sullo zero a zero. Nella concitazione di annullare giustamente per fuorigioco il gol di Koopmeiners, Guida s’è perso un fallo in area di Gila su Cabal e il Var muto. Le autopsie del pallone non mi piacciono, ma le fate fatele dappertutto. Parlando invece di mercato, abbiamo applaudito la mossa dei dirigenti bianconeri per il rinnovo di Yildiz, la nuova Juve sarà costruita attorno a lui, ma resta viva la sensazione che sarà invece difficile convincere McKennie a rimanere a Torino. E’ uno dei giocatori più spallettiani, sta facendo grandi cose (gol anche ieri sera), ma non deve aver dimenticato quelle estati (quasi tutte) quando non trovava più l’armadietto negli spogliatoi della Juve che spesso l’ha messo sul mercato. L’ha raccontato in un’intervista, deve essere una ferita aperta sulla quale sta cercando di intervenire l’Inter con le pomate giuste. Un trasloco a Milano è nell’aria, salvo ovviamente sorprese e offerte irrinunciabili. E sabato sera a San Siro forse l’ultimo faccia a faccia da avversari con la super Inter ammirata anche ieri a Sassuolo e per ora padrona del campionato.