Evelina Christillin: "Vivai, impianti, giovani italiani: ecco cosa fare. Malagò uomo giusto"
Evelina Christillin, ex membro aggiuntivo della UEFA nel consiglio FIFA, è intervenuta a Radio Anch'io Sport, parlando del successore di Gabriele Gravina alla presidenza della FIGC e delle riforme da attuare per rilanciare il calcio italiano: "Da grande amica di Malagò e avendo lavorato tanto con lui, soprattutto in campo olimpico ma anche in giunta Coni in tempi lontani, penso che Giovanni abbia dimostrato sul campo quello che sa fare. È una partita tutta da giocare, con il sistema elettorale ancora in vigore in Federcalcio e le suddivisioni in percentuali delle varie componenti. Bisognerà vedere anche quali saranno i programmi proposti da entrambi, a partire dalla diminuzione delle squadre del campionato di Serie A. Sono tante le riforme da fare, soprattutto gli investimenti sui giovani, sugli italiani, sui vivai e sugli impianti".
"L'esempio della Germania è da seguire - ha proseguito Evelina Christillin -, anche dal punto di vista dei bilanci: non esiste squadra che abbia problemi di budget, mentre da noi la situazione è abbastanza drammatica. Bisognerebbe aprire un file enorme sulla questione degli stipendi dei giocatori e dei procuratori e sul fatto che pesino per l'80% sul bilancio delle squadre. Nessun imprenditore è in grado di tener in piedi una cosa del genere. Bisogna partire dal basso. In più è evidente che le Nazionali Under funzionino benissimo. Ma poi dove vanno a finire questi ragazzi? Non è che la materia prima non ci sia, si disperde. Anche la parte fiscale è importantissima: dai proventi delle scommesse al decreto Crescita che non c'è più. Ci sono tanti argomenti sul tavolo, vedremo cosa ne uscirà".
L'Italia potrebbe essere ripescata?
"Vedo abbastanza difficile la partecipazione dell'Iran al Mondiale. Il presidente della federcalcio iraniana ha detto che vogliono giocare, mentre il governo iraniano mi sembra molto più prudente. Manca un mese e mezzo all'inizio del Mondiale, veramente difficile immaginare la loro partecipazione, anche se io me lo auguro. Scenari? È tutto nelle mani della Fifa: secondo il regolamento 6.7 il Consiglio Fifa può decidere su suggerimento dell'amministrazione. Quindi decide Infantino e poi fa votare il Consiglio dando il suggerimento che è meglio seguire. L'Italia ha il ranking più alto delle escluse, 12esima. Gli Emirati Arabi Uniti sono la prima squadra non qualificata dell'AFC, la confederazione asiatica. Permettermi un suggerimento di cuore: l'anno scorso, con un rigore piuttosto inesistente al 97', la Palestina è stata eliminata dall'Oman nelle qualificazioni asiatiche. Sarebbe un bel gesto ripescare Palestina in questo momento".
Si è paventata l'idea di un super playoff che potrebbe coinvolgere l'Italia: "Pensare di qualificarsi per il rotto della cuffia perché un'altra Nazionale non può giocare è un po' umiliante per una Nazionale che ha vinto quattro Mondiali".
Come vede la sua Juve?
"Domenica prossima Milan-Juve partita importantissima. Ieri il Bologna non ha fatto un tiro in porta, non è stato difficile. Buona partita, si vede la mano di Spalletti. Quarto posto blindato? Ancora no. Ci sono Roma e Como a cinque punti con ancora cinque partite da giocare, vedremo".
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