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Juve, Braghin: "Il calcio femminile non può vivere di solo mecenatismo. Serve sostenibilità"TUTTO mercato WEB
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Oggi alle 15:26Calcio femminile
di Tommaso Maschio

Juve, Braghin: "Il calcio femminile non può vivere di solo mecenatismo. Serve sostenibilità"

A margine dell’evento ‘Il Foglio a San Siro’ il direttore della Juventus Women Stefano Braghin ha parlato ai microfoni di L Football facendo il punto sulla situazione del calcio italiano, non solo al femminile, con il focus sulla sostenibilità e la tenuta del sistema: “Si era intrapresa una strada che naturalmente speriamo possa andare avanti perché ci sono ancora dei problemi da risolvere e perché molte cose sono state avviate. Credo ci sia un tema di sostenibilità anche se non piace a tutti sentirlo. - spiega Braghin – Noi del femminile siamo stati paragonati a una startup e penso che qualunque startup quando parta abbia ben chiaro il mercato di riferimento e le regole. Per me a oggi sostenibilità vorrebbe dire avere uno scenario per poter collocare i nostri investimenti, dando loro un ragionevole senso. Mi auguro che la nuova governance continui in alcune cose che aveva già fatto quella precedente, in termini di supporto ai club. Mi auguro anche che si possa fare un ulteriore piano di sostenibilità, perché a oggi il calcio femminile si basa ancora troppo sul mecenatismo e io penso che un sistema di business non possa basarsi solo su questo. Bisogna che poi sul lungo o meglio ancora sul medio termine, si trovi poi il proprio cammino, se non autonomo, in buona parte non vincolato da investimenti di mecenati”. Braghin si sofferma sulla stagione della squadra: “Fino a oggi abbiamo vinto le due competizioni italiane giocate (Supercoppa e Serie A Women’s Cup) e siamo in finale di Coppa Italia. Mentre in Europa avevamo come obiettivo superare la prima fase e l’abbiamo fatto con sette risultati utili su dieci. In campionato abbiamo avuto qualche difficoltà e perso dei punti, ma per il 99% delle società una stagione del genere sarebbe straordinaria, mentre per la Juve è sempre più difficile perché ogni anno devi portare al Museo almeno un trofeo e noi in nove anni ne abbiamo portati 20”. Ultimo punto sulle diverse azzurre impegnate negli Stati Uniti fra cui tre (Girelli, Cantore e Boattin) ex proprio della Juventus: “Se un campionato così importante guarda in casa nostra ci fa piacere perché vuol dire che lavoriamo bene. In quindici anni di Juventus ho imparato che il club viene prima di tutto e finché una ha piacere di restare qui siamo felici, ma nel momento in cui si fanno scelte professionali diverse le rispettiamo perché nessuna va trattenuta a forza. Hanno dato tantissimo alla Juve e il club ha fatto altrettanto con loro quindi è un’operazione in pari dove rimane l’affetto. - conclude Braghin guardando alla Nazionale - Poi l’Italia è trascinata anche da giocatrici della Juventus attuale e spero che tutte insieme possano raggiungere questo Mondiale. Per me è un obiettivo minimo per quello che investiamo, per quello che siamo, per il nostro ranking, poi il vero sogno sarà magari arrivare nelle prime otto o nelle prime quattro. Soncin è un bravissimo allenatore, glielo auguro di cuore”.