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Gravina a Le Iene: "Amareggiato, quanto fatto non poteva essere migliorato. La gente dimentica..."TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 17:54Serie A
di Ivan Cardia

Gravina a Le Iene: "Amareggiato, quanto fatto non poteva essere migliorato. La gente dimentica..."

Gabriele Gravina torna a parlare. A pochi giorni dall’intervista al Corriere della Sera, il presidente dimissionario della FIGC lo ha fatto ai microfoni de Le Iene, nella puntata che andrà in onda questa sera su Italia 1: "Mi sento amareggiato per non aver dato ai nostri tifosi un risultato che meritavano e soprattutto per non aver scelto prima di andare via nel momento in cui mi sono reso conto che tutto quello che è stato fatto non poteva essere migliorato". Gravina ha proseguito, ribadendo un concetto: “Quello che non posso accettare è che qualcuno si permetta a ogni livello di definirmi indegno. Cosa è stato fatto? Delle cose molto interessanti sotto il profilo dell'equilibrio economico-finanziario, sotto la presidenza Gravina è arrivata la co-assegnazione di Euro2032, il terzo evento sportivo più seguito al mondo. La gente forse ha dimenticato il lavoro straordinario che è stato fatto: dopo 53 anni abbiamo vinto l'Europeo, l'Under 17 ha vinto per la prima volta gli Europei". A chi gli fa notare che l’Italia non giocherà i Mondiali per la terza volta di fila, replica: "Purtroppo produciamo talenti ma non vengono utilizzati, abbiamo il 70% di stranieri e solo il 30% di giocatori selezionabili. Le nostre società sono aziende e rispondono all'economia di mercato. Non si può pensare di obbligarle ad adottare scelte imprenditoriali differenti. Si può lavorare a livello culturale, attivando meccanismi di incentivi, altrimenti non c'è possibilità di intervento". 
 In chiusura, Gravina è tornato sull’uscita di Zenica, quando ha definito “dilettantistici” gli altri sport: “La distinzione era a livello di regolamento, di norme che dispongono l'obbligatorietà dei giovani in campo selezionabili, per il professionismo non è consentito. Ammiro il lavoro degli atleti di altre discipline, il loro sacrificio, i loro risultati, non volevo mortificare né offendere nessuno".