Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Fondo di fine carriera, Aic sotto attacco: Assocapp chiede i bilanci. 1,2 milioni da liquidare

autore
Ivan Cardia
Oggi alle 07:23Serie A
autore Ivan Cardia
06.11.2026 07:23Serie A

Esaminate 627 posizioni, 232 richieste sono ancora senza risposta. Il dg Ferrato chiede procedure più semplici per i tesserati
In una fase molto delicata a livello federale, prosegue la battaglia di Assocapp sul Fondo di fine carriera per i calciatori. L’obiettivo è aprire i bilanci a calciatori e allenatori, perché possano verificare come sono stati investiti i contributi e come sono stati calcolati gli avanzi accreditati sui loro conti. L’associazione, presieduta da Beppe Dossena, ha esaminato 627 posizioni. In 95 casi il Fondo ha comunicato agli interessati l’importo netto dell’indennità. Sono 1.205.392 euro complessivi che, secondo Assocapp, devono ancora essere versati. Su 612 richieste censite, 232 erano ancora senza risposta. Il direttore generale Andrea Ferrato chiede "un sistema di accesso alle informazioni meno articolato e una maggiore reattività rispetto alle legittime richieste dei calciatori e degli allenatori". Il contributo, per la cronaca, è obbligatorio e vale il 7,5% del compenso entro un massimale di poco più di 730 euro al mese. Il club si fa carico del 6,25%, mentre l’1,25% viene trattenuto al tesserato. Per ricevere l’indennità a fine carriera serve una domanda, e secondo Assocapp questo è uno dei temi principali: i giocatori non sarebbero sufficientemente informati. Lo statuto prevede due mesi per la liquidazione, previa verifica dei requisiti e della documentazione. Nel rendiconto al 30 giugno 2025 il Fondo indica 185,64 milioni di contributi da erogare. Il saldo comprende anche gli accantonamenti di chi gioca o allena ancora. Dai dati pubblicati resta da capire quanto spetti a chi ha smesso e, tra questi, quanti abbiano già presentato domanda.

Chi riceve i bilanci del Fondo

In 211 delle 380 risposte raccolte da Assocapp, il Fondo ha negato l’accesso ai bilanci completi. Lo statuto prevede che i conti e la relazione del Collegio sindacale siano trasmessi a Figc, Leghe, Aic e Aiac. Le due associazioni di categoria esprimono quattro consiglieri su sei, compreso il presidente che la Figc nomina su loro designazione. Ad aprile il presidente dell’Aic Umberto Calcagno aveva spiegato che sul portale ogni iscritto può verificare i propri versamenti e gli avanzi ricevuti, mentre i dati complessivi spettano agli organi che amministrano il Fondo. Sull’accesso ai bilanci si è aperto anche un contenzioso: l’ex portiere Emiliano Viviano (in foto) ha chiesto di vedere quelli degli anni in cui era in attività e il Fondo si è opposto al decreto ingiuntivo ottenuto dal giocatore.

Le parole di Ferrato



"Assocapp è nata appena sette mesi fa e, dopo aver analizzato oltre 600 posizioni di iscritti al Fondo di Fine Carriera, continuiamo a ritenere che i tesserati meritino una trasparenza diversa, un sistema di accesso alle informazioni meno articolato e una maggiore reattività rispetto alle legittime richieste dei calciatori e degli allenatori. A seguito del nostro intervento, il Fondo ha ammesso di dover riconoscere a oltre 90 iscritti circa un milione e duecentomila euro complessivi, riconducibili a somme giacenti che spettano a tesserati ed ex tesserati. Diverse altre posizioni sono in attesa di un riscontro: ogni iscritto merita rispetto oltre che una risposta immediata. In una fase così delicata per il futuro del calcio italiano, auspichiamo un momento di riflessione che porti a un modo diverso di gestire le risorse del Fondo di Fine Carriera. Tutte le componenti hanno bisogno di manager attenti, competenti e con visione rispetto alle reali necessità del sistema", ha dichiarato Andrea Ferrato, direttore generale di Assocapp.

La prossima battaglia


Assocapp, che contesta l’incrocio di ruoli tra Fondo e Aic/Aiac, oltre alla mancanza di competenze specifiche in alcuni casi, è pronto anche a puntare su un altro tema: quello dei diritti di immagine. Secondo l’associazione, manca trasparenza sui meccanismi di cessione dei diritti ai titoli videoludici e simili, e anche su quel fronte i calciatori avrebbero diritto a una maggiore partecipazione, alle decisioni, e ai relativi proventi.

La posizione dell’Aic

L’Assocalciatori contesta da sempre queste accuse, sottolineando che meno di una decina dei calciatori ai quali sono stati comunicate le somme giacenti ha poi richiesto la liquidazione, per questo motivo alcuni stanno aspettando da tempo. Nei continui incontri con le squadre, inoltre, l’Aic spiega come accedere a questo diritto, peraltro a titolo gratuito. Infatti, meno del 2% di quelli che si sono rivolti all'Assocapp non avevano mai ritirato l’indennità: la stragrande maggioranza la ritira una seconda o una terza volta perché ha fatto una carriera d’allenatore, magari spezzettata nel tempo. Quanto alle contestazioni su SportInvest - veicolo patrimoniale collegato alla Fondazione Fondo di Fine Carriera -, il patrimonio immobiliare varrebbe circa 33 milioni di euro sul patrimonio totale. A breve, inoltre, avverrà la cessione di un immobile a Milano da 18 milioni di euro (con una plusvalenza da 1 milione, soldi che non serviranno per la gestione corrente ma verranno reinvestiti dal fondo), riducendo il patrimonio immobiliare a 15 milioni su 200 in titoli. Il patrimonio del Fondo è gestito dal primo family Office in Italia, a breve inoltre chiuderà il bilancio 2025/2026 con avanzi di gestione da 1,7 milioni di euro. Più dell'80% degli avanzi di gestione viene inoltre distribuito agli iscritti. Quanto ai diritti d’immagine, per l’Aic la cessione del diritto collettivo - una piccola parte del diritto d’immagine, sfruttabile solo se “evocativo della categoria” - è ben nota ai calciatori, e ha fondamentalmente la finalità di sostentare l’Associazione di categoria.

Altre notizie