Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Cristiano Ronaldo, il ct del Portogallo: "Colpa mia? No, forse ho accelerato i tempi"

autore
Daniele Najjar
Oggi alle 14:56Calcio estero
autore Daniele Najjar
06.11.2026 14:56Calcio estero
Jorge Jesus, commissario tecnico del Portogallo, torna a parlare di quanto accaduto con CR7, che ieri ha ufficializzato l'addio alla nazionale.
Matteo Gribaudi/Image Sport
Matteo Gribaudi/Image Sport
È stata diramata la lista dei giocatori convocati dal Portogallo per le sfide del Gruppo D di Nations League: il 14 novembre Goncalo Ramos e compagni ospiteranno la Danimarca, il 17 novembre faranno visita al Galles. Il commissario tecnico Jorge Jesus nella conferenza stampa tenuta per spiegare le scelte sui convocati è tornato a parlare di quanto accaduto con Cristiano Ronaldo, che ha ufficializzato ieri la scelta di dire addio alla propria nazionale.

Portogallo, il ct Jorge Jesus torna a parlare del caso Cristiano Ronaldo

"Cambieresti qualcosa nel modo in cui hai gestito la situazione con Cristiano Ronaldo?", è stato chiesto all'allenatore da un giornalista. Questa la risposta di Jorge Jesus: "Non cambierei nulla, assolutamente nulla. Ho preso una decisione da allenatore, mettendo al primo posto gli interessi della mia squadra e della nazionale portoghese. Sono convinto di non aver fatto nulla che abbia causato quanto accaduto". "Pensi che se ne vada per colpa tua?", gli è stato poi chiesto. E lui: "No... Forse ho accelerato i tempi, ma non è per causa mia. Lui aveva già in mente che, prima o poi, sarebbe successo; era inevitabile che accadesse durante il mio mandato. Non mi sento in colpa per il suo addio. Rispetto la sua decisione e non si può ignorare la sua storia: non lo farei mai. Rimarrà sempre un'icona e, nell'ultimo anno e mezzo, ho instaurato con lui una solida amicizia. Dal punto di vista sportivo, ha fatto una scelta diversa e la rispetto pienamente", le sue parole. E ha rimarcato la voglia di vincere, anche senza l'ex Juventus: "Non ho parlato con Ronaldo perché avevo intenzione di convocarlo; avrei avuto modo di parlargli in quell'occasione. La responsabilità mia e della squadra rimane la stessa, perché per il Portogallo l'obiettivo è sempre vincere. Il fatto che Cris non sia più in nazionale non cambia il nostro livello di responsabilità: resta esattamente lo stesso". Non è strano che Ronaldo abbia detto di voler tornare, per poi non farlo? Questo il pensiero del CT: "Dovreste chiederlo a lui... Quello che posso dire con certezza è che 'Cris' ha lavorato con me per un anno. Nel club in cui siamo stati insieme abbiamo ottenuto dei successi: siamo diventati campioni. Rispetto la sua decisione attuale. In tutti gli anni in cui abbiamo avuto modo di lavorare insieme, la scelta è sempre spettata a lui. Non so spiegare il motivo della sua decisione. So però che era consapevole che il suo percorso stava per concludersi, e spettava a lui decidere quando: così ha fatto. È l'unico che può dare una risposta più precisa della mia". Jesus ha rimarcato ancora di rispettare Cristiano Ronaldo e la sua decisione: "Avevo intenzione di convocarlo, qualora avesse deciso diversamente. Era un evento destinato ad accadere a un certo punto, nel corso di questa Nations League. Il mio nome sarebbe stato comunque legato all'uscita di scena di Ronaldo, a meno che lui non avesse continuato a giocare fino al 2030. Come ci si sente a non avere Cristiano Ronaldo in squadra? Per quanto riguarda la situazione di Ronaldo... ciò che è accaduto in passato non mi riguarda più. Certo, mi aspettavo che tornasse; avevo intenzione di convocarlo e parlargli. Ma devo rispettare la sua scelta. Ha deciso che era giunto il momento di lasciare la nazionale, una cosa che prima o poi doveva succedere. Ha ritenuto che fosse il momento giusto per farsi da parte. Devo rispettare questa decisione, senza mai dimenticare ciò che ha rappresentato – e che rappresenta ancora – per il Portogallo. È un'icona per i giocatori più giovani, che sono solo all'inizio della loro carriera. Si tratta di due questioni completamente distinte".

Altre notizie