Lazio | Pedro, gli ultimi giri di valzer: col Bologna la gara 'chiave' per la Coppa
RASSEGNA STAMPA - C'è chi entra e cambia le partite, e chi - anche senza giocare novanta minuti - continua a dare un senso al gruppo. Pedro è entrambe le cose. Leader silenzioso, riferimento tecnico e umano, lo spagnolo si prepara a giocare gli ultimi mesi alla Lazio con la stessa intensità di sempre. Senza risparmiarsi. Domani a Bologna potrebbe toccare proprio a lui partire dal 1'. L'infortunio di Zaccagni, spiega il Corriere dello Sport, ha riaperto le gerarchie sulla fascia sinistra e Pedrito sembra essere in vantaggio sia su Noslin che su Cancellieri. Una scelta che, se confermata, porterebbe a 200 le presenze dello spagnolo con la Lazio.
Arrivato nella fase finale della sua carriera, nella Lazio ha trovato una seconda giovinezza. Un ambiente che lo ha accolto con affetto e che lui ha ripagato con professionalità, qualità e spirito di appartenenza. Spezzoni di partita, ma sempre giocati con lucidità e voglia di fare la differenza. È entrato, ha gestito i momenti, ha aiutato la squadra a tenere equilibrio. Da leader vero. E adesso, con il finale di stagione alle porte, vuole lasciare il segno. Perché il suo addio è già scritto: a fine anno saluterà, chiudendo un capitolo importante della sua carriera. L'obiettivo, però, è farlo nel miglior modo possibile.
C'è ancora qualcosa da conquistare. Sullo sfondo rimane la Coppa Italia, occasione concreta per portare a casa un trofeo che Pedro, in Italia, non ha ancora vinto. Sarebbe il congedo perfetto, il finale più romantico per un giocatore abituato a sollevare coppe in tutto il mondo. La partita col Bologna, in questo senso, rappresenta un passaggio chiave. Non solamente per la classifica, ma anche per le gerarchie interne. Una buona prestazione potrebbe rilanciarlo in vista della semifinale contro l'Atalanta. Intanto, i numeri raccontano un'altra storia significativa: con altre otto presenze da qui alla fine, la maglia della Lazio diventerebbe per Pedro la seconda più indossata in carriera, superando quella del Chelsea, ma restando alle spalle del Barcellona.
Non è più il giocatore devastante degli anni migliori, è diventato qualcosa di diverso. Guida, uomo squadra. Gli ultimi giri di valzer sono iniziati. E lui, da campione, vuole danzare fino in fondo. Con qualità e fame, nonostante i 38 anni compiuti.






