Lazio, tra ricorrenze e scaramanzia: Sarri come Delio Rossi 17 anni fa
Le date sono solo una coincidenza cronologica. Nulla di più, nulla di meno. Soprattutto nella giornata di oggi, quando la scaramanzia la fa da padrona e non ci sono margini per fare passi falsi. La Lazio deve essere perfetta in campo. Noi, tifosi e addetti ai lavori, impeccabili nell'avvicinamento a un match caratterizzato da un'ansia e una pressione che si faranno crescenti fino al triplice fischio.
COINCIDENZE, RICORRENZE E SCARAMANZIA - Tuttavia, le coincidenze esistono e le ricorrenze meritano di essere celebratre, come quella di diciassette anni fa. In uno Stadio Olimpico gremito e colorato di biancoceleste, la Lazio di Delio Rossi chiudeva un ciclo storico, il primo vincente dell'era Lotito, portando in bacheca una nuova Coppa Italia. La finale contro la Sampdoria è nella memoria di tutti. Il gol di Zarate. Il pareggio di Pazzini. I rigori: quello di Dabo che consegna la vittoria ai biancocelesti.
IL SUCCESSO DEL 2009 - Il 13 maggio del 2009 la Lazio vinceva nel proprio stadio la Coppa Italia e la coincidenza vuole che questa sera la squadra di Sarri sia chiamata alla stessa impresa. Non ci sarà la Sampdoria davanti, ma un Inter decisamente più forte. La partita non sarà alla portata, ma servirà un miracolo. Eppure, la storia e la tradizione ci offrono almeno una speranza. Una Lazio in cerca dell'Europa che ha nella Coppa Italia la unica fonte di salvezza. Un allenatore dal futuro incerto. O, forse, no.
Una descrizione che valeva diciassette anni fa e che, oggi, torna d'attualità a poche ore dal fischio d'inizio più importante della stagione. La partita sarà diversa, il finale anche. Noi, nel nostro piccolo, incrociamo le dita e tifiamo per regalarci un posticino nella storia. Per inseguire "alla follia" un trofeo che la Lazio si è guadagnata sul campo.






