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Lazio, ci risiamo: Sarri dice addio, ma questa volta il finale sarà differenteTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 08:30Primo Piano
di Niccolò Di Leo
per Lalaziosiamonoi.it

Lazio, ci risiamo: Sarri dice addio, ma questa volta il finale sarà differente

Sognava un finale diverso? Sicuramente. Avrebbe voluto proseguire la sua carriera nella Lazio? Lo ha detto più volte, coltivando quel sogno di allenare nel 'Maestrelli', uno Stadio Flaminio riqualificato e messo a disposizione della società biancoceleste. Illusioni che hanno accompagnato il ritorno di Sarri a Roma e che resteranno tali quando svuoterà il suo armadietto a Formello, invaso da mille pensieri. Sarà stato un errore tornare? Forse. Anzi, no. Sarri alla Lazio è davvero legato. Ha visto in questo ambiente qualcosa che ad altri è sfuggito. Un sentimento così forte da invadere l'anima di chi ci si imbatte. Un motivo in più per spendere l'anima sul campo, per dar tutto quello che si ha dentro fino a svuotarsi completamente. Fino a lasciare lo stadio con le gambe tremanti, il fiatone, ma la consapevolezza di aver dato tutto per un popolo che non dimentica.

UNA STAGIONE TERRIBILE - E non dimenticherà neanche Sarri. Oltre le possibili divisioni sulle scelte di campo. Oltre i gradimento per un sistema di gioco piuttosto che per un altro. Quello che non verrà mai rimproverato al Comandante è di aver dato tutto. Di esser tornano e rimasto nonostante le prese in giro, i segreti e una battaglia che la società, impersonata in Claudio Lotito, ha intrapreso con il solo e unico fine di portarlo allo sfinimento. Ha traballato Sarri. Ci ha pensato più volte di mollare. Ma non è uno che viene meno alle sue promesse. Non è un uomo che volta le spalle lasciando sola la sua squadra, i suoi ragazzi e quei tifosi che hanno deciso di abbandonare lo stadio, ma solo per "un estremo atto d'amore". Come lui stesso lo ha definito. Sarri resterà nella storia della Lazio, anche per quest'ultima stagione.

LASCIATO SOLO Ha preso di petto le scelte societarie, se l'è fatte 'andar bene' solo perché aveva una missione da compiere e gli ha teso perfino la mano dando a Lotito e Fabiani l'ennesima possibilità di proseguire il rapporto. Non è servito. "Non si è fatto vivo nessuno" ha spiegato l'allenatore che oggi è diviso sul suo futuro. L'unica certezza è che non sarà biancoceleste. Questa volta non ci saranno lacrime e addii spezza cuore. Questa volta non lo vedremo fumare una sigaretta sulle scale di Formello, sconsolato e addolorato della decisione presa. Questa volta Sarri presenterà le sue dimissioni a testa alta, senza neanche dare la soddisfazione di una lacrima, di un istante di tristezza collettiva.

L'ADDIO - Da semplice "dipendente" - com'è stato definito - presenterà le sue dimissioni, volterà le spalle e se ne andrà senza mai girarsi indietro. Formello sarà sempre una casa ricca di dolci ricordi, ma che suscita tanta amarezza. Non una tappa del suo percorso, qualcosa di più forte, di più intimo. A Roma Sarri lascerà il cuore, ma il tempo dell'attesa e della fiducia è finito. Ama la Lazio, ama i laziali, ma ha troppo rispetto per sé stesso e per chi, da qualche giorno a questa parte, lo ha corteggiato facendolo sentire importante. Napoli o Bergamo saranno la sua nuova casa, due posti in cui le promesse vengono mantenute e dove c'è la voglia e l'ambizione di dare a un tecnico come Sarri la squadra che merita.