La Lazio pesca a casa di Haaland e Sesko per il post Castellanos: chi è Petar Ratkov
Il miglior biglietto da visita di Petar Ratkov non è il suo, ma quello di chi c’è stato prima. La Lazio, per regalare a Maurizio Sarri - chissà quanto convinto - il successore di Valentin Castellanos pesca in una delle migliori fucine di centravanti d’Europa. Domani i biancocelesti accoglieranno a Roma il centravanti serbo, in arrivo per 12/13 milioni di euro dal Salisburgo. Lì dove, prima di lui, hanno giocato, uno dopo l’altro, Erling Haaland e Benjamin Sesko. Ma anche Sadio Mané, Karim Adeyemi e Takumi Minamino. Red Bull ti mette le ali, si dice.
Chi è Ratkov. Classe 2003, 193 centimetri d’altezza, serbo di Belgrado, ha impegnato un po’ di tempo per cercare la propria strada calcistica. Aveva anche pensato di smettere, prima che il poco conosciuto TSC Backa Topola gli desse un’opportunità, nel settore giovanile e in prima squadra. Gli è andata bene: nel giro di un paio d’anni, 17 gol dopo, la formazione serba ha incassato circa 5 milioni di euro per cederlo al Salisburgo, che ora punta a triplicare quell’esborso. Cinque gol in 24 presenze nella prima stagione in Bundesliga austriaca, 3 gol in 22 presenze nello scorso campionato, frenato da qualche infortunio e dalla concorrenza di Konaté, poi ai box per la rottura del crociato. Una brutta notizia, che ha spianato la strada al collega: 9 reti in 17 presenze in questo campionato. Non sarà la next big thing, ma non sono mica numeri da buttare.
Le caratteristiche tecniche. Molto alto, destro di piedi, Ratkov è un centravanti “classico”, alla scuola dei nove moderni. Oltre ai gol, ha sempre avuto una spiccata propensione agli assist: nove, nello scorso campionato. Un piccolo indizio di qualità tecniche abbastanza elevate, per quanto il gioco aereo e la fisicità restino le armi migliore. Quanto al killer instinct, ne ha abbastanza da aver segnato a febbraio 2024 il gol più rapido nella storia del massimo campionato austriaco, fermando il rilancio del portiere avversario (del Linz) ad appena sei secondi dal fischio d’inizio.
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