Lazio, saldo attivo, contestazione, arretrati e "comando io": cosa lascia il mercato di gennaio
"Visione chiara, lavoro costante e scelte ponderate. Un esito atteso, che conferma la solidità e la stabilità della società". Si era aperto con un post social "trionfalistico" il mercato di gennaio della Lazio, sessione libera da vincoli dopo il blocco del mercato vissuto in estate. La celebrazione dell'ovvio (poter fare mercato dovrebbe essere la prassi) si è trasformata non solo nella ricerca del mercato a saldo zero, ma nella realizzazione del mercato a saldo attivo. La Lazio chiude gennaio incassando oltre 60 milioni di euro dalle cessioni di Castellanos e Guendouzi oltre al prestito oneroso di Mandas e l'addio di Vecino sul gong. Le spese ammontano a poco più di 35 milioni tra Ratkov, Taylor, Motta, Przyborek e il prestito di Maldini. Un mercato che non ha fatto altro che alimentare il malcontento della piazza, esploso venerdì contro il Genoa. L'immagine di un Olimpico deserto (poco più di 5000 ingressi complessivi tra tifosi biancocelesti, tifosi ospiti, inviti e addetti ai lavori) è l'emblema del mese di gennaio vissuto dalla Lazio.
Lazio, i rapporti che vengono meno
La presentazione dei primi due acquisti Taylor e Ratkov ha chiarito ancora di più la situazione in casa Lazio. "A casa mia comando io, Sarri è un dipendente" ha tuonato il presidente Claudio Lotito durante la conferenza stampa. Un tono autoritario a sottolineare come i rapporti a Formello siano tutt'altro che idilliaci. "Mi sono tirato fuori dal mercato, basta che non si dica che certi giocatori sono arrivati per indicazione di Sarri" la presa di posizione del Comandante, che lascia in mano alla società tutte le responsabilità. Come per il caso Romagnoli, vera telenovela di un gennaio mai così ricco di temi e argomenti. La promessa di lasciarlo libero dopo Lecce, le parole di Sarri usate come motivazione (o scusa) per il comunicato dove veniva blindato Romagnoli. Poi la riapertura con l'Al Sadd nell'ultimo giorno di mercato in Qatar. L'accordo trovato, i contratti firmati ma non depositati in tempo e la richiesta fatta all'ex Milan, confermata dall'agente Enzo Raiola, di rinunciare a tre mensilità. "Nessuno si lamenta per mancati stipendi" disse Lotito alla cena di Natale. A distanza di un mese e mezzo, a Formello, sembra essere cambiato tutto.
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