Lazio, quanti temi in sospeso: le domande non fatte a Fabiani
In una stagione già di per sé paradossale, l’emblema del periodo che sta vivendo la Lazio è la conferenza stampa di ieri del direttore sportivo Angelo Fabiani. Com’è possibile che dopo due ore di conferenza stampa ci siano un’infinità di domande non fatte? I motivi sono molteplici, dall’infinità di argomenti spinosi in casa Lazio all’impossibilità per qualcuno di porre alcuna domanda. E allora, a distanza di poco meno di 24 ore, proviamo a porre le domande e cerchiamo nei fatti le risposte. Quei fatti invocati dallo stesso direttore sportivo Angelo Fabiani ieri in conferenza stampa. Rimanendo solo al progetto tecnico (si potrebbe parlare dei toni da abbassare in una conferenza dove si è parlato di denunce e chiusa con uno scontro con un giornalista), la prima domanda è semplice: “come ha fatto la Lazio ad avere un patrimonio di giocatori pari a 0 euro?”. La risposta è impossibile da dare, qualsiasi società professionistica dalla Serie A alla Serie C ha un patrimonio giocatori superiore a 0 euro. Nel dettaglio, secondo Transfermarkt la rosa ereditata da Angelo Fabiani nel giugno del 2023 valeva 274 milioni di euro. Ad oggi la rosa vale 223,25 milioni (non 300 milioni come erroneamente detto in conferenza stampa) con una riduzione del valore del 18,6% nonostante gli oltre 100 milioni investiti (a detta del presidente Lotito) a fronte dei 70 incassati. Più spese che introiti, riduzione del 18.6%. In Serie A in questi tre anni hanno fatto peggio solo il Napoli (calo del 33%, ma con uno Scudetto vinto) e il Torino (riduzione del 20% con però oltre 100 milioni incassati nelle ultime due sessioni).
Lazio, un “svecchiamento della rosa” alternativo: dove sta il progetto giovani?
C’è poi il famoso progetto giovani e lo svecchiamento della rosa in atto. Come è possibile che due degli ultimi tre “over 30” acquistati della Lazio in questi cinque anni siano stati proprio colpi del direttore sportivo Fabiani? I suoi colpi sono Gigot (fuori rosa per sei mesi, rientrato a gennaio e assente dal campo da maggio) e Pedraza, che arriverà in estate alla soglia dei 30 anni. Il terzo “over 30” è Pedro, di certo non un peso in questi cinque anni in biancoceleste. A questi numeri va aggiunto il rinnovo fino ai 36 anni fatto firmare ad Adam Marusic e il rinnovo di quattro anni proposto al 30enne Basic, di certo non la strategia migliore per “svecchiare la rosa”. L’esempio preso dal direttore sportivo per parlare di una rosa vecchia è Hysaj, arrivato a Roma a 27 anni a parametro zero. Diogo Leite, obiettivo dichiarato dallo stesso Fabiani nella conferenza di ieri, due settimane fa ha compiuto 27 anni.
Lazio, perché in molti vogliono andar via da Formello?
C’è poi il tema spinoso dei tanti protagonisti che vogliono andar via da Formello. Alcuni partiti controvoglia, su tutti Danilo Cataldi nell’estate del 2024, altri che quasi in lacrime hanno chiesto di partire (Mandas, a detta del direttore Fabiani). Luis Alberto ha usato parole al veleno “non voglio più avere un euro dalla Lazio”, Castellanos e Guendouzi hanno chiesto loro la cessione e spinto per renderla concreta il prima possibile a gennaio, Tavares, Romagnoli e Noslin sono stati trattenuti nonostante le offerte e l’apertura da parte dei tre al possibile addio. “Qualcuno è venuto a piangere nel mio ufficio quando è andato via, mi dicono che vanno via perché non vedono ambizioni in società” ha detto Sarri in questi giorni. Sarà una delle sue battute da “toscanaccio”, ma perché in molti vogliono andar via da Formello? Un sentimento comune tra giocatori e allenatori. Tre dimissioni in quindici mesi dal marzo del 2024 al giugno del 2025 sono quasi un record, specialmente per un club di prestigio come la Lazio. E se per Sarri erano questioni personali, le dimissioni di Tudor e Baroni rispettivamente per rimanere senza squadra e andare al Torino non rappresentano una medaglia al merito.
Lazio, la “valorizzazione” del settore giovanile. Perché sono cinque anni che non c’è un prodotto del settore giovanile in prima squadra?
Tra i vari temi trattati c’è anche la valorizzazione del settore giovanile. Fabiani nella stagione 2022-23 riporta la Lazio nel campionato di Primavera 1 alla guida del settore giovanile, l’anno dopo la Lazio arriva in semifinale playoff perdendo il derby contro la Roma. Dell’undici titolare sceso in campo al Viola Park solo quattro giocatori sono ancora di proprietà della Lazio, tre sono in prestito tra Serie B e Serie C e il solo Sana Fernandes è ancora a Formello a giocare solo con la Primavera. Dall’altra parte ben quattro giocatori di quella Roma hanno fatto l’esordio in prima squadra, con Pisilli fiore all’occhiello di un settore giovanile “valorizzato”. Nei quattro anni di gestione Fabiani tra settore giovanile e prima squadra gli ultimi prodotti del settore giovanile a fare un’apparizione in prima squadra sono stati Mahamadou Baldé e Matteo Zazza in Europa League, entrambi non più di proprietà dei biancocelesti. Escludendo Raul Moro, giovane arrivato per 6 milioni di euro dalla cantera del Barcellona, l’ultimo prodotto del settore giovanile a fare l’esordio in Serie A con la maglia della Lazio è stato Marco Bertini il 23 maggio del 2021, calciatore che oggi milita in Serie C con la maglia della Pianese. L’ultimo giocatore prodotto uscito dal settore giovanile della Lazio in grado di stare con continuità in prima squadra è Alessandro Murgia, classe 1996 che non veste più la maglia della Lazio dal gennaio del 2019.
Lazio, chi ha aggiunto giocatori che non hanno mai giocato all’Olimpico?
Tra i vari passaggi della conferenza stampa il direttore sportivo Angelo Fabiani ha fatto riferimento anche a delle situazioni difficili da gestire. Su tutte, la “gestione dei giocatori che non hanno mai giocato all’Olimpico”. Il riferimento può essere a Dimitrije Kamenovic e Diego Gonzalez, due investimenti del passato che hanno avuto un impatto nullo. Oltre a loro ci sono stati diversi fuori rosa da gestire nel recente passato, da Fares ad Akpa-Akpro fino al più recente Basic, giocatori che comunque hanno vestito la maglia della Lazio in passato. Detto che anche Kamenovic almeno una presenza all’Olimpico va fatta, e ammesso anche tra le mansioni del direttore sportivo rientra anche la gestione di esuberi e la risoluzione di casi spinosi, il numero di giocatori che non hanno mai giocato all’Olimpico e che sono da gestire non è diminuito. Lo scorso anno tra i “colpi” di gennaio c’è stato Arijon Ibrahimovic, arrivato per dare una soluzione in più a Baroni e in sei mesi non ha mai visto il prato verde dell’Olimpico (in campo solo 19 minuti a Bologna e San Siro). Altri casi emblematici sono quelli di Cristo Munoz e soprattutto Flavio Sulejmani, acquisti per la Primavera in prospettiva della prima squadra. Lo spagnolo è arrivato nell’estate del 2024 dalla cantera del Barcellona firmando un triennale e oggi gioca da fuori quota in Primavera. Su Sulejmani la Lazio ha investito un milione di euro per prelevarlo dal Perugia nell’estate del 2023, ha firmato a sua volta un triennale e a quattro mesi dalla scadenza del suo contratto non ha mai fatto una presenza in prima squadra.
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