Perché l'uccisione di un narcos messicano può mettere a rischio il Mondiale: la testimonianza
Paura e delirio a Guadalajara. La città messicana, designata tra le sedi del Mondiale 2026 che si giocherà tra Stati Uniti, Canada e Messico, vive ore di altissima tensione dopo la conferma della morte di El Mencho, alias Nemesio Oseguera Cervantes, leader del cartello CJNG. La notizia ha scatenato una violenta reazione in diverse zone del Paese, con scontri, blocchi stradali e veicoli incendiati, a tal punto che a Guadalajara e dintorni le autorità hanno invitato i cittadini a restare in casa.
In un clima di totale incertezza e paura, soltanto a pochi mesi dall'inizio della competizione calcistica più importante in assoluto, su TMW abbiamo raccolto la testimonianza di David Ocaranza, noto giornalista messicano. Di seguito le sue parole.
Ocaranza, che cosa è successo realmente e perché l’impatto della morte del narcotrafficante El Mencho è stato così immediato?
"È stata confermata la morte di El Mencho, leader di una delle organizzazioni criminali più potenti del Paese. Dopo la notizia si sono registrate molteplici reazioni violente in diverse zone del Messico, scatenando un’ondata di incertezza, timore e preoccupazione. Tutto è stato molto rapido e inatteso per noi messicani".
Guadalajara è una delle città che ospiteranno il Mondiale 2026. Quanto pesa questa situazione sul mondo del calcio?
"In Messico l’impatto è stato immediato, con la cancellazione di alcune partite. Credo che episodi di questo tipo aumentino la preoccupazione internazionale sulla sicurezza nel Paese, e questo potrebbe tradursi in maggiori richieste di protezione in vista di un evento importante come la Coppa del Mondo. Inoltre quanto accaduto alimenta il dibattito interno sulla capacità del Messico di offrire condizioni adeguate per un torneo di questa portata. In questo momento sono gli stessi messicani a chiedersi se il Paese debba essere anfitrione del Mondiale a pochi mesi dall’inizio".
Che clima si respira oggi a Guadalajara?
"La situazione è molto tesa. Le autorità hanno invitato i cittadini a non uscire di casa perché non è garantita la loro sicurezza. C’è preoccupazione, c’è incertezza, e soprattutto la sensazione che tutto sia accaduto in modo improvviso".
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