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Lazio, Pellegrini: "Non tutti hanno la fortuna di giocare con la squadra che tifavi da bambino"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 14:12Serie A
di Andrea Piras

Lazio, Pellegrini: "Non tutti hanno la fortuna di giocare con la squadra che tifavi da bambino"

Nel giorno in cui compie 27 anni, il difensore della Lazio Luca Pellegrini ha parlato ai microfoni di Lazio Style Channel: "Da un punto di vista emotivo penso che l'arrivo a Roma e - riporta Lalaziosiamonoi.it - il gol a Udine siano lì sopra, difficile dire quale dei due sopra all'altro". Il diventare papà? "Ciò che fai in campo è anche figlio di ciò che fai fuori, ho capito che prima vivevo il calcio diversamente, reagivo ai problemi da campo come se fossero cose serie, con l'arrivo di Sebastiano ho capito che le cose importanti sono altre. Non vuol dire che ci tieni meno, non smetti comunque mai di pensarci, ma ti dà più equilibrio". Un calciatore del passato con cui avresti voluto giocare. "Di Canio e Mihajlovic". La Lazio del 2020? "Io giocavo con il Cagliari, volavamo in quella stagione poi abbiamo avuto una flessione clamorosa, la Lazio ha continuato sparata fino al Covid. Pensavo potesse essere l'anno giusto per lo scudetto, per una serie di fattori che ti ci potevano far pensare alla grandissima. Ciro segnava un gol a partita, Caicedo entrava e segnava, poi Correa, Sergej, Luis, una Lazio che volava. Dal Covid poi non so cosa sia successo. In quel Cagliari-Lazio un po' il culo mi rodeva (ride, ndr), ma poi ha lasciato spazio anche al discorso del tifo". Gli allenatore avuti? "Difficile fare una classifica, da ognuno puoi imparare tanto. Con Glasner ho fatto 5 mesi, poi sono venuto qui. Tutti avevano idee di gioco interessanti, Glasner prediligeva molto la parte fisica, l'intensità, forse anche per il campionato. Con Allegri ho avuto un bellissimo periodo alla Juve in cui ho imparato tanto, ero giovane, col passare del tempo cose che in quel momento non vedi in maniera lucida poi le capisci, aveva ragione su tante cose. Sarri è un maestro, l'ho sempre detto, da lui puoi imparare veramente tanto, ti lascia tanto, anche se può non sembrare. Quando se ne andò gli scrissi un messaggio, gli dissi tante cose che sono riuscito a capire con il tempo, emotivamente devi capirlo, se ti insulta vuol dire che ti vuole bene. Con Baroni abbiamo fatto 5 mesi molto buoni, poi ho avuto l'episodio fuori rosa... Forse primo Sarri a pari merito con Maran, ho avuto tanti bei momenti con lui". Giocare nella Roma da tifoso laziale? "Quando entro in un gruppo di lavoro io sono abituato a dare il 110%, non era semplice nei derby ma devi essere abituato a vederlo come una professione. Non tutti hanno la fortuna che ho io adesso di giocare con la squadra che tifavi da bambino, sei costretto a mettere dei limiti e quindi si sicuramente non era il massimo nei derby, ma è lavoro". Cristiano Ronaldo? "Non sai mai quante cose avresti potuto imparare con un professionista come lui, abbiamo condiviso 5 mesi insieme tra ritiri e altro. Impari tante cose, non solo a voce, lui era uno che cercava di spiegarti perché certe cose non andavano bene. Una volta dopo un doppio allenamento si è levato maglietta e pantaloncini, faceva caldo a Torino a luglio, e si è messo a prendere il sole, dopo due settimane di doppio allenamento. Io l'ho guardato, lui mi ha detto mettiti qua vicino a me, il sole fa bene alla pelle, mi ha dato una spiegazione scientifica. Lui era sereno all'allenamento dopo, io ero cotto. Ti dà tanto, un po' di rimpianto c'è, vivendolo di più magari avrei imparato più cose". Douglas Costa? "Aveva una leggerezza incredibile, poteva essere molto di più, nonostante abbia fatto comunque tanto. Rabbia, esplosività, tecnica clamorosa". Dopo Messi e Ronaldo? "Difficile si riproponga una cosa del genere, sono due calciatori che si sono divisi la scena mondiale per vent'anni allo stesso livello, sarà impossibile riproporlo. Ad oggi vedo Yamal, Mbappé che potrebbero essere paragonati, ma tra dieci anni non so se saranno ancora loro". L'infortunio che vorresti eliminare? "Il crociato. Senza quello magari non sarebbero arrivati tutti gli altri, anche se poi mentalmente li terrei tutti perché mi hanno fatto diventare la persona che sono oggi". I rimproveri. "Sono sempre stato altruista, qualche volta tirare in porta di più non sarebbe male". La Nazionale? "Onestamente non è un pensiero giornaliero che ho. Sogno di tutti, se mi chiamassero domani ci andrei scalzo fino a Coverciano, ma oggettivamente credo ci voglia qualcosa di più per stare in quel giro". Gli sportivi da ammirare? "Kobe Bryant, Djokovic, Cristiano Ronaldo, Sinner". Se avessi la bacchetta magica... "...Augurerei alla Lazio un periodo come quello della Juventus, dieci anni al top mondiale e non accontentarsi".