Mancini gli ronzava attorno, Romagnoli è rimasto alla Lazio: l'affare migliore di gennaio
Sembrava una storia già scritta, con le valigie pronte e il biglietto per il Qatar in mano. A gennaio Alessio Romagnoli è stato a un passo dall'addio alla Lazio, tentato da un'offerta faraonica dell'Al Sadd di Roberto Mancini: un accordo triennale da 6 milioni a stagione. Dopo la trasferta di Lecce, il difensore aveva già salutato tutti, convinto di chiudere il suo ciclo in biancoceleste. Poi il caos: dal mancato accordo tra i club sulle modalità di pagamento, mentre l'ex Milan si è rimesso a lavorare in silenzio.
Un muro invalicabile
Messe da parte tensioni e incomprensioni, Romagnoli si è ripreso il comando della difesa, confermandosi il pilastro su cui Sarri ha voluto scommettere con forza. A prescindere dai tentativi di Mancini di portarlo in Qatar, come ricorda il Corriere dello Sport. Nella sfida decisiva contro l'Atalanta, il 31enne ha guidato i compagni con autorità, alzando un muro con Gila. La sua è stata una prestazione da leader difensivo, tra letture preventive e chiusure puntuali. L'unica sbavatura su Krstovic.
L'uomo della provvidenza
La notte del riscatto si è completata. Romagnoli ha scelto il momento più importante dell'anno forse per siglare il suo primo gol stagionale con i biancocelesti, in semifinale di ritorno contro l'Atalanta per spedire la Lazio in finale. Quello che doveva essere un addio si è trasformato nel trionfo dell'uomo simbolo della difesa di Sarri. È tornato il leader vero, addio alle sirene di mercato e alle complicazioni con il presidente Lotito.
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