Tutti pazzi per Edoardo Motta: 7 rigori parati in stagione, così il portierino della Lazio è già un eroe
Certe notti cambiano tutto. Per Edoardo Motta, quella di Bergamo ha il sapore della consacrazione: quattro rigori neutralizzati in serie, più un intervento prodigioso su Gianluca Scamacca, e la sua Lazio trascinata in finale di Coppa Italia. In una stagione complicata, quasi storta fin dall’inizio, il portiere classe 2005 si è preso la scena con una prestazione da veterano.
Al rientro a Fiumicino è stato accolto come un eroe, e non è difficile capirne il motivo: acquistato a gennaio per appena un milione di euro più il 5% alla Reggiana, è già uno dei colpi più incisivi del mercato. Cresciuto nella Juventus Next Gen e passato proprio dalla Reggiana, Motta ha bruciato le tappe, sfruttando la sua occasione in Serie A con una personalità sorprendente. La sua storia parte da lontano, tra Biella e Casale Monferrato, dove muove i primi passi sotto la guida di Tiziano Spartera. Un bambino timido, ma con una dedizione feroce: più allenamenti degli altri, un obiettivo chiaro, una mentalità già adulta. "Mi sono commosso", ha raccontato il suo ex allenatore a TMW dopo la notte perfetta. Anche la leggenda biancoceleste Marco Ballotta ne ha sottolineato la freddezza: "Ha l’atteggiamento del veterano".
I numeri, poi, raccontano il resto. In sette presenze con la Lazio ha subito appena quattro gol, collezionando tre clean sheet e parando cinque rigori su sei. Considerando anche la Serie B, il bilancio sale a sette su undici in stagione. Ha ipnotizzato, tra gli altri, Riccardo Orsolini, Scamacca, Davide Zappacosta, Mario Pasalic e Charles De Ketelaere. Solo Giacomo Raspadori è riuscito a batterlo. Da riserva a protagonista, l'infortunio di Provedel ha regalato a Motta (e alla Lazio) un happy ending del tutto inaspettato.
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