Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Si fanno male tutti e il gioco si impoverisce. Ma non è meglio abbassare il numero di partite?

autore
Andrea Losapio
Oggi alle 07:53Serie A
autore Andrea Losapio
16.10.2026 07:53Serie A
Lautaro, Neres, Dybala, Diao e Kone si fanno male durante la pausa. Ma le partite sono sempre di più, stagione dopo stagione
www.imagephotoagency.it
www.imagephotoagency.it
C'era una volta la favola di una A migliore a diciotto squadre. Cosa non vera, perché il problema non è tanto nella moltitudine di partite di Serie A - in linea con gli altri paesi top - bensì della divisione dei diritti televisivi. Due club in meno, meno persone a dividersi la torta. Così però, con 38 partite di A, 8 di Champions, più sei di nazionali fra ottobre e novembre (e sono amichevoli anzichenò) più altre due a marzo e due a giugno, magari 2-3 di Coppa Italia, siamo già intorno alle 55-60 all'anno. Per calciatori di squadre che vedono rarefarsi i propri impegni a fine gennaio.

I tanti infortunati

In questa finestra di Champions si sono fermati in cinque: Lautaro, Neres, Dybala, Diao e Kone. Cinque che darebbero lustro al nostro campionato, se utilizzabili. Invece le rose sono mastodontiche - quindi è vero che la torta è divisa per venti, ma servono più soldi per le riserve... - per prepararsi a ogni evenienza. Spesso, la Juventus lo dimostra, non bastano tre alternative per ruolo.

Bulimia

Questo continuare ad alimentare un circo che gioca ogni giorno porta con sé anche dei problemi, oltre a quelli fisici. C'è la necessità di dare sempre il massimo, in un calcio che va al triplo degli anni novanta. Portando a inevitabili stress per tutti quelli in campo. Ed è anche normale che lo spettacolo peggiori.

Altre notizie