Lazio, caso Irriducibili: la Procura ricorre contro la sentenza di assoluzione
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Daniel Uccellieri
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Oggi alle 09:38Serie A
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16.10.2026 09:38Serie A
La Procura generale di Roma ricorre in Cassazione contro le assoluzioni nel processo sulla scalata alla Lazio e le minacce a Lotito.
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La Procura generale della Corte d'appello di Roma ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza dell'8 maggio che aveva assolto sei imputati dall'accusa di tentata estorsione nell'ambito del caso sulla scalata alla Lazio. Secondo l'accusa, tra il 2005 e il 2006 il presidente Claudio Lotito sarebbe stato minacciato per cedere le proprie quote societarie, pari a circa il 30%, a un gruppo farmaceutico ungherese.
Il ricorso contro la sentenza
In primo grado, nel 2015, erano arrivate condanne fino a quattro anni e due mesi, anche nei confronti dell'ex leader degli Irriducibili Fabrizio Piscitelli, poi ucciso nel 2019. La Corte d'appello aveva invece assolto gli imputati con la formula "perché il fatto non sussiste". Nel ricorso, la Procura generale definisce la motivazione della sentenza "apparente ed incongrua", contestando ai giudici di non aver approfondito il ruolo dei singoli imputati e il valore delle prove raccolte, comprese le dichiarazioni di Lotito e della moglie Cristina Mezzaroma sulle minacce ricevute.Lotito: "Andavo in giro armato"
Le intimidazioni, secondo quanto ricostruito, comprendevano lettere minatorie e atti come lo scarico di letame davanti agli uffici del presidente. Lo scorso marzo, davanti alla Commissione parlamentare antimafia, Lotito aveva raccontato di essere arrivato a girare con due pistole per proteggersi. Il procedimento coinvolgeva anche Giorgio Chinaglia, indicato come intermediario di un gruppo straniero interessato all'acquisto della società; nei suoi confronti l'accusa era decaduta dopo la morte, avvenuta nel 2012. Lo riporta Il MessaggeroAltre notizie
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