Lazio, altro che pareggio: ieri la più grande sconfitta biancoceleste
Come può un pareggio riassumere perfettamente 24 ore che rappresentano la più grande sconfitta biancoceleste? Nulla togliere al Lecce, che ieri al Via del Mare avrebbe meritato forse i tre punti, infliggendo così alla Lazio anche la sconfitta sul campo. La giornata di ieri però va oltre il semplice risultato sportivo in una stagione che, al 25 gennaio, si può già definire finita e fallimentare, almeno in Serie A. "A un eventuale fallimento seguirà un eventuale dimissione del sottoscritto. Se fallisco, me ne vado. È un impegno preso con me stesso, con la società e con i tifosi" disse il direttore sportivo Angelo Fabiani. Da qui a Lazio-Pisa del 24 maggio mancano quattro mesi, l'appuntamento è fissato per ufficializzare la stagione fallimentare e, di conseguenza, mantenere gli impegni presi. Direttore sportivo che ieri non era presente a Lecce, dove a parlare prima e dopo la partita è stato Maurizio Sarri visto che in rappresentanza della società in tribuna autorità era presente solo il responsabile della comunicazione Emanuele Floridi, inquadrato nel secondo tempo solo e incupito dal poco spettacolo visto in campo.
Lazio, la sconfitta "prepartita" di Lecce
Se l'assenza della società a Lecce non fa notizia (era successo anche a Verona due settimane fa), non deve di certo far notizia l'ultima "discussione" telefonica del presidente Claudio Lotito. Con una dichiarazione ufficiale il presidente ha sottolineato come sia rimasto "sorpreso dalla lettura distorta e strumentale delle sue parole. Alla Lazio non esistono giocatori contro l'allenatore, Maurizio Sarri gode della piena fiducia della società". Il riferimento è a una frase emersa dalla chiamata tra il presidente Lotito e un tifoso "i giocatori lasciano la Lazio perché non vanno d'accordo con Sarri". Sarà stato nuovamente clonato il cellulare del presidente e sarà stata riprodotta la telefonata tramite intelligenza artificiale come si disse a maggio scorso? Quel che è certo è che, come confermato ieri da Sarri, il problema in casa Lazio non è il rapporto tra il Comandante e i suoi ragazzi.
Lazio, la sconfitta nei numeri dopo Lecce
Ecco poi l'arrivo dell'altra sconfitta, quella postpartita. Prima di tutto i numeri, la Lazio è al peggior rendimento nelle ultime 15 stagioni e per la prima volta in 20 anni rischia la non partecipazione alle coppe europee per due anni consecutivi. L'ultima volta successe nel biennio 2005/2006 e 2006/2007, dove comunque nell'estate del 2005 partecipò all'Intertoto. Per rivivere due annate consecutive prive di qualsiasi partita UEFA bisogna tornare indietro addirittura ai primi anni Novanta, prima della partecipazione alla Coppa UEFA della stagione 1993/1994. Trentadue anni di presenza nelle competizioni europee, vissute anche da protagonista in alcune edizioni, tutto cancellato da un biennio che si sta trasformando nei peggiori 24 mesi dell'era Lotito.
Lazio, la sconfitta nelle parole di Sarri
Come se non bastassero i numeri, poi ci sono le parole e quelle fanno più male di una coltellata. A riassumere perfettamente il periodo che sta vivendo la Lazio è stato ancora una volta Maurizio Sarri: "Al momento ci stiamo ridimensionando. La Lazio ha una storia grossa, da fuori non si riesce a capire. È un amore incondizionato, si capisce solo da dentro" ha detto il Comandante a Sky dopo la partita di Lecce. Forse qualcuno anche da dentro non riesce a capire, con Sarri che ha voluto anche difendere il suo operato: "Giocatori via a causa mia? Non c'è neanche bisogno di rispondere, dieci giorni fa un giocatore è andato via e nel salutarmi ha pianto nel mio ufficio". Se fossimo a Melbourne con gli Australian Open in corso si direbbe Game, Set and Match. Invece siamo ancora a fine gennaio, e la stagione fallimentare in casa Lazio è ancora lunga.
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