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TMW RADIO - A. Filippini: "La Juventus deve battere anche l'Inter per tornare grande favorita"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
venerdì 08 gennaio 2021 18:58Serie A
di Dimitri Conti
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A. Filippini: "La Juventus deve battere anche l'Inter per tornare grande favorita"

L'allenatore Antonio Filippini è intervenuto in diretta a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Le previsioni sulla Juventus forse erano troppo affrettate ma è anche vero che se avesse perso sarebbe stata tagliata fuori dalla corsa Scudetto. Ancora però non è totalmente in carreggiata, per farlo dovrebbe vincere le prossime due, Sassuolo e scontro diretto con l'Inter. Così tornerebbe maggiore candidata a vincere".

Come giudica l'apprendistato di Pirlo?
"Andrea è alla prima esperienza da allenatore e bisogna dargli tempo, ma mi sembra comunque già molto avanti. Ha sbagliato la partita con la Fiorentina ma secondo lì sono stati più colpevoli i giocatori: pensavano già alle vacanze. Così si va incontro a partite storte, ma ancora è in corsa su tutto, in linea con quello che deve fare la Juventus".

Da cosa dipendono i singhiozzi della Lazio?
"Può darsi che sia un senso di superiorità rispetto agli avversari. Anche a partita in corso non puoi abbassare la guardia, probabilmente in alcune partite la Lazio è calata da questo punto di vista. Anche per loro sono determinanti le prossime due: a Parma devono vincere, così da rientrare in corsa per Champions e Scudetto, e poi c'è il derby che può dare la svolta positiva o negativa".

Come la vede la Serie B?
"In B c'è sempre stato un grande equilibrio, quest'anno con la pandemia si è ovattato tutto e gli equilibri si sono ancor più assottigliati. Vedo molto bene l'Empoli, hanno un ottimo gioco e una linea d'attacco molto più forte di altri. Poi metto Monza, Salernitana, SPAL, Lecce e magari anche il Frosinone".

Lei conosce il Brescia. Cosa succede oggi?
"Due anni fa vedevo un nucleo ben compatto che aveva l'obiettivo di andare in Serie A. Dopo una retrocessione a volte possono arrivare certi scompensi, in più ora c'è anche il mercato, e certe voci, volente o nolente, possono distogliere la concentrazione".

Il Monza è una squadra più forte delle altre?
"Io vedo i due posti per salire già virtualmente occupati da loro e dall'Empoli. Il Monza ha giocatori per ambire alla promozione diretta, e Brocchi fa giocare bene la sua squadra. La società poi è il valore aggiunto per provare a vincere il campionato".

C'è sempre un grande gap tra Serie A e B secondo lei?
"Mi sembra che il divario ancora sia molto ampio. Negli ultimi anni sono quasi sempre retrocesse due delle tre promosse dalla B: il gap c'è, più per le squadre che per i singoli giocatori".

Come risolvere i problemi della Lega Pro?
"Giusto attuare una riforma, secondo me le squadre di Serie A e lo Stato, poi, dovrebbero aiutare economicamente la terza serie. Ci sono società e giovani molto interessanti, ci vuole la disponibilità economica per aiutare il loro percorso".

Genoa, Torino e Fiorentina: chi l'ha delusa di più?
"Dico il Torino. Da un allenatore bravo e giocatori importanti non mi aspettavo una posizione di classifica così bassa. Il Genoa sono tanti anni che lotta per non retrocedere, mentre la Fiorentina secondo me con l'arrivo di Prandelli si è tirata un po' fuori da certe posizioni".

Cosa vede oggi di quel grande Brescia che ha vissuto lei?
"Le generazioni sono cambiate, il calcio di una volta era un ambiente più familiare, si andava in soccorso degli altri. Oggi invece i calciatori sono più aziende di se stessi, ed arrivano poche emozioni alla gente".

Cosa ricorda con affetto di quegli anni?
"Beh, il ricordo di aver giocato con Baggio, Guardiola, Hubner... Per me, bresciano e tifoso del Brescia, essere con questi grandi campioni significava un doppio sogno che si avverava. Ricordo molto volentieri una salvezza all'ultima giornata: dovevamo vincere per forza contro il Bologna di Guidolin, e ci siamo riusciti per 3-0 nella ripresa riuscendo a salvarci dopo un'annata di grandi difficoltà. Tra l'altro era il 5 maggio 2002, data entrata nella storia del campionato".
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