Campobasso-Livorno, le pagelle degli Amaranto
Livorno - Ma quanto è bello vincere così, dominando i primi 40 minuti di gara, creando occasioni, complicandosi la vita sbagliando un rigore, soffrendo e resistendo fino alla fine, difendendo il vantaggio di un gol con le unghie e con i denti, facendo la faccia feroce, picchiando, ma cercando sempre il gioco, per quanto è stato possibile, alzando il muro in difesa e rendendolo invalicabile. Bravi, bravi tutti, in primis al nostro allenatore che ha azzeccato tutte le mosse, a partire dalla formazione. Adesso la classifica ci sorride, con le pericolanti messe a debita distanza e l’alta classifica che non è poi così chimerica. Gli amaranto non avevano mai vinto a Campobasso, ci voleva una serata come questa per sfatare anche questo incantesimo negativo.
Le pagelle dei protagonisti.
Seghetti: 7. La parata su Magnaghi lanciato a rete condensa il voto alto, meritato per la sua partita attenta e sicura.
Ghezzi: 6. Non giocava da due mesi, nel pomeriggio erano filtrate voci sul suo impiego. Si è disimpegnato bene, pur soffrendo, poi sostituito quando non ne aveva più. (27’ Mawete: 6. Utilissimo nel difendere e spezzare il forcing avversario nel convulso finale).
Camporese: 7. Esordio esemplare. Bravura unita ad esperienza, un innesto di gran caratura.
Tosto: 7. Un’altra piacevole conferma, sempre attento e pressante sull’avversario. Sembra che sia sempre stato nel reparto difensivo.
Falasco: 7. Un altro tipetto che sa mostrare la faccia feroce agli avversari. Ottimi interventi difensivi, bei recuperi, bei lanci e grande attenzione ad evitare il pericolo del doppio giallo.
Luperini. 7. Un direttore d’orchestra. Eccellente nel primo tempo, una traversa colpita, e, nel secondo tempo, tanta densità dietro e degli ottimi alleggerimenti tesi a far passare il tempo.
Hamlili: 6,5. Il nostro metronomo, il re del centrocampo. Avanti e indietro a cantare e portare la croce.
(Odjer: 6. Anche lui ha meritato la sufficienza. Bisognava far legna e lui lo ha fatto).
Bonassi 8: Sulla strada per diventare un gran giocatore. Pronto a seguire l’azione che è valsa il gol del raddoppio e, dopo, a darle e prenderle, giocando con un’ammonizione sulle spalle.
Peralta: 6,5. Lui e Malagrida hanno mandato in tilt, nel primo tempo, la difesa molisana. Bravissimo.
(1 st. Marchesi: 6. A parte un pallone perso che ci ha fatto sobbalzare di paura, poi ha giocato la sua partita onesta, facendosi valere nella difesa della vittoria)
Di Carmine: 6. Sempre bravo a cercare di tenere alta la squadra e a fare la torre per i compagni, oltre ad essere sempre pericoloso. Rigore tirato con troppa sicurezza, ma è stato bravo anche il portiere avversario, non nuovo a prodezze del genere.
(1’ st. Vayrynen: 6. Messo dentro per tener lontano dalla nostra area uno dei loro centrali, ha fatto egregiamente il suo dovere, lottando, tenendo la palla e dando una grossa mano in difesa. Ne apprezzeremo le doti, che certamente ha.)
Malagrida: 8,5. Un campioncino, ogni suo intervento, ogni sua azione, sono stati da leccarsi i baffi. Un vero incubo per i difensori rossoblù (27’ st Dionisi: 6. Doveva tenere alta la squadra, lo ha fatto, dando una grossa mano anche a centrocampo).
All.: R. Venturato: 9. Il nostro Phil Parkinson non ne sbaglia una. Vittoria studiata e centrata. Non ha sbagliato niente.
Campobasso: Tantalocchi 7; Celesia 5,5 (VC) (1' st Cristallo 5), Papini 5,5, Salines 5; Martina 5, Brunet 6,5 (46' st Agazzi sv), Gala 6, Gargiulo 5(17' st Di Livio 5), Pierno 5 (30' st Padula sv); Sarr 5 (1' st Magnaghi 5), Bifulco 5,5(C). All.: L. Zauri 5,5.
Arbitro: Lucio Felice Angelillo della sezione di Nola: 7. Ottimo il suo arbitraggio all’inglese e soprattutto onesto nel tornare sulla decisione con la quale aveva assegnato il rigore al Campobasso






