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tmw / livorno / Serie A
ESCLUSIVA TMW - Galante a 10 anni dal ritiro: "Emozioni. E quando Carli fece finta di intervistarmi..."TUTTOmercatoWEB.com
sabato 16 maggio 2020 16:38Serie A
di Lorenzo Marucci
esclusiva

Galante a 10 anni dal ritiro: "Emozioni. E quando Carli fece finta di intervistarmi..."...

Aneddoti, curiosità, scherzi. "Ci sarebbe materiale per scrivere un libro..." Dieci anni fa esatti Fabio Galante diceva addio al calcio. Con la maglia del Livorno, in serie A affrontando il Parma. Vent'anni di carriera ad alti livelli che hanno visto il difensore toscano conquistare due Europei under21, una Coppa Uefa con l'Inter e una Anglo-Italiana col Genoa. "Ma è stato bello anche vincere i campionati di B con Genoa e Livorno - racconta a Tuttomercatoweb.com - senza dimenticare le piacevoli sensazioni che ho provato nel giocare tanti derby in città diverse, a Genova, a Torino e Milano".

Da difensore ha affrontato i migliori attaccanti degli anni Novanta? Qual è stato quello che le ha creato più problemi?
"Direi che più che altro ogni domenica era un'emozione dover controllare giocatori del calibro Totti, Del Piero, Inzaghi, Vieri, Vialli, Mancini, Signori, Crespo, Batistuta, Ronaldo che è stato anche mio compagno di squadra, Ibra, Trezeguet. Era una soddisfazione marcarli e anche fermarli".

Il gol più importante?
"Uno con la maglia dell'Under21 a Vicenza contro la Slovenia, sotto una pioggia battente. Segnai al 94' in mischia e quella rete ci consentì di approdare alla fase finale del 1996. E poi il primo gol in serie A in un Genoa Cremonese 1-0 che era anche la prima di Scoglio che era appena subentrato a Maselli. Segnai anche in un Juve-Genoa 1-1 e si parlò molto di quella rete perchè non si sapeva se la palla avesse varcato davvero la linea".

L'allenatore a cui a più legato?
Tutti quelli del settore giovanile dell'Empoli che mi hanno formato e poi Scoglio, Simoni, Camolese che ho poi scelto anche da ds al Chiasso e Donadoni".

I compagni che hanno segnato la sua crescita?
"Difficile citarne solo uno senza fare un torto a qualcun altro. Però mi soffermo su coloro che hanno accompagnato il mio percorso, come Spalletti e Montella all'Empoli, i veterani del Genoa che mi hanno accolto come un figlio, Signorini, Torrente, Ruotolo, Tacconi e all'Inter, Bergomi, Colonnese, Fresi, Moriero. C'è stata e c'è un'ottima amicizia con Ronaldo e poi cito anche Diamanti che mi ha dato soddisfazioni al Livorno dove avevo caldeggiato il suo arrivo e anche in seguito".

Gli episodi più curiosi della sua carriera?
"Una volta riuscii a far cambiare idea ad un arbitro su un gol che avevamo preso. Eravamo a Bergamo col Livorno se non erro e dopo una rete andai a parlare col guardalinee e lo convinse che era irregolare. Chiamò l'arbitro e il gol fu annullato. Oggi ovviamente c'è il Var e il problema non si pone ma a quell'epoca era difficile far cambiare idea ad un arbitro. Comunque c'è anche un altro aneddoto che voglio raccontare".

Prego
"Ero in prima squadra all'Empoli e avevo diciassette anni. Il giorno successivo avrei giocato da titolare e la sera ero già in camera, abbastanza presto. Spalletti, Guido Carboni e l'attuale ds del Cagliari Marcello Carli organizzarono uno scherzo: dalla reception mi passarono una chiamata dicendomi che c'era un giornalista della Gazzetta che voleva intervistarmi. La telefonata durò una ventina di minuti ed era Carli che mi faceva una serie di domande. Ma io non me ne accorsi. Così la mattina dopo, pieno di entusiasmo, chiesi subito del giornale per vedere l'intervista ma Carli mi svelò lo scherzo e io ci rimasi malissimo...".

Il rimpianto della carriera invece qual è stato?
"Un paio di volte, quando ero al Genoa e al Torino, sono stato vicino alla Roma senza che poi si concretizzasse il trasferimento. I giallorossi erano molto interessati a me, mi sarebbe piaciuto provare quell'esperienza, peraltro insieme anche ad un grandissimo come Totti. La Roma mi è sempre stata simpatica e giocare all'Olimpico mi ha dato ogni volta forti emozioni. Ho giocato tutti i derby ma mi è mancato quello di Roma..."
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