10 anni di Fondazione Milan: il discorso integrale di Barbara Berlusconi
Enrico Ferrazzi
Ecco il discorso integrale della dottoressa Barbara Berlusconi che ieri sera ha aperto la serata per il decimo anniversario di Fondazione Milan:
“Buonasera e grazie per essere qui con noi questa sera a celebrare i dieci anni di Fondazione Milan. Vorrei prima di tutto rivolgere un pensiero alla popolazione della Sardegna che sta vivendo ore difficili e drammatiche. Per questo gran parte del ricavato di questa serata abbiamo pensato fosse giusto dedicarlo alle persone che sono state colpite da questa tragedia.
150 anni fa, il 26 ottobre 1863, nasceva il calcio. In un secolo e mezzo, le definizioni per descrivere questo sport sono state infinite: per Sartre, il calcio è “la metafora della vita”; per Rushdie è “un amore monogamo che non finisce mai di emozionare; per altri ancora è “la più grande religione laica con addirittura 209 chiese affiliate, più delle nazioni che compongono l’Onu. Tante dunque sono state le parole che tentano di definirlo. Quello che sappiamo oggi è che il calcio è sicuramente la lingua più parlata al mondo, che supera perfino la musica per capacità di emozionare e generare appartenenza. Nel calcio non esistono differenze tra le persone non esistono differenze sociali, razziali, politiche o economiche. Il calcio ci rende tutti uguali e tutti liberi. Si dispera e soffre, infatti, il manager di Londra, così come il bambino dei sobborghi di Soweto, i discendenti Inca a Lima, così come le persone in coda in metro a Tokyo. Il calcio è del mondo e ogni tanto qualcuno cerca di impossessarsene, ma non ci sono mai riusciti. E non ci sono mai riusciti perché non si è ancora scoperto sul pianeta qualcosa che abbia la stessa forza narrativa e che generi lo stesso potere di identificazione tra le persone. Qualche giorno fa, in occasione di Ajax-Milan, una tv olandese mi ha chiesto cosa fosse per me il calcio e io ho risposto: un’invenzione perfetta. Ora tocca a noi rendere questa invenzione perfetta anche giusta, solidale e di aiuto verso chi si trova in difficoltà. Nel 2003, consci di queste enormi potenzialità, non solo sportive ma soprattutto sociali, abbiamo deciso di dare vita a Fondazione Milan. In questi dieci anni, sono stati molti i progetti realizzati, iniziative che hanno portato gioia e conforto a tante persone. Per questo, desidero questa sera ringraziare tutte le persone che hanno consentito con il loro impegno di realizzare il nostro piccolo grande sogno. Quindi grazie a tutte le imprese e le organizzazioni no-profit che in questi anni ci sono state vicino e ci hanno sostenuto. Grazie ai nostri campioni e alle Glorie che da sempre giocano partite e presto partiranno per l’Iran. Si è fatto tantissimo, ma noi non saremmo il Milan se ci accontentassimo e non cercassimo di fare di più. Ed è per questo che con il dottor Galliani abbiamo deciso di potenziare la struttura di Fondazione e di renderla ancora più operativa perché il Milan ha scelto con convinzione di investire nel sociale. È un impegno che la Fondazione si prende nei vostri confronti, ma soprattutto verso quei bambini e ragazzi che hanno bisogno del nostro aiuto. La promessa è che ce la metteremo tutta per stare al fianco delle persone che hanno sofferto, che soffrono e che soffriranno. Per me, c’è una frase che sintetizza quello che anima la Fondazione e questa frase è di uno scrittore argentino, Jorge Luis Borges: “Ogni volta che nel mondo un bambino prende a calci qualcosa per la strada, è lì e in quell’istante che ricomincia la storia magica del calcio”. Noi vogliamo portare un pallone e un campo da calcio dove c’è povertà e miseria, vogliamo portare progetti educativi dove c’è ignoranza ed emarginazione. Noi vogliamo portare speranza in quei luoghi dove la speranza si è persa da tanto, troppo tempo.
Io vi ringrazio di cuore a nome mio e di tutto il Milan per essere qui questa sera. Buona serata”.


