Svolta, ora o mai più!
Davide Bin
Dopo la sosta per gli impegni delle nazionali, comincia l'ultimo ciclo di partite del 2013 e il Milan è atteso da impegni difficili e decisivi: c'è una qualificazione agli ottavi di Champions League da raggiungere e in campionato c'è da migliorare una posizione di classifica certamente non da Milan; inutile guardare al terzo posto (lontano ben 15 punti) o a piazzamenti in zona europea, perchè c'è molto distacco e tante squadre da superare; in questo momento bisogna navigare a vista, cercare di fare il maggior numero di punti possibili e risalire posizioni, come successo nella scorsa stagione e solo più avanti si potrebbe tornare a ipotizzare obiettivi ambiziosi. Per fare ciò, però, la squadra deve davvero cambiare atteggiamento, prima ancora del rendimento e cominciare a giocare con cattiveria agonistica e grande grinta, così come ha chiesto un insolitamente rabbioso Allegri in allenamento. Nessuno pretende la luna da una squadra che ha limiti e problemi evidenti fin da luglio (solo una dirigenza sorprendentemente o volutamente miope non li ha visti e corretti), ma ci si attendeva già da tante settimane un comportamento diverso in campo, ovvero quella grinta, concentrazione e determinazione che i giocatori hanno mostrato solo in rare occasioni (sfida di San Siro contro il Barcellona ad esempio) ma che è clamorosamente mancata in partite teoricamente più semplici e sicuramente alla portata di chi indossa la gloriosa casacca rossonera. In troppe occasioni si sono visti errori da dilettanti o da oratorio, come le barriere che si aprono sulle punizioni avversarie o la mancata presenza di un giocatore sul pallone al momento in cui viene decretato un calcio di punizione contro, consentendo ad un avversario di avanzare il punto di battuta addirittura di una decina di metri (ogni riferimento alla punizione di Parolo a Parma è fortemente voluto); certe cose le insegnano ai bambini delle scuole calcio e un giocatore di serie A, quindi, non può non saperle e metterle in pratica, perciò è inutile poi incolpare l'allenatore se la squadra perde per errori e banalità del genere, perchè sarebbe come incolpare un professore di liceo se i suoi allievi non sanno l'alfabeto, cosa, cioè, che si impara molto prima. La situazione attuale del Milan ha molti responsabili e colpevoli, ma ora i primi imputati sono i giocatori, perchè nessuno pretende che vadano al di là dei loro limiti tecnici, in alcuni casi fin troppo evidenti, ma si vuole vedere undici giocatori che ci mettano anima, cuore, impegno e grinta, uscendo stremati dal campo dopo aver dato tutto; cominciamo da questo e vedrete che i risultati poi arriveranno. I tifosi a volte, anzi molto spesso, fanno grandi sacrifici di ogni tipo per seguire e sostenere la squadra in ogni occasione e gradirebbero molto che anche chi li rappresenta in campo facesse sacrifici di altro tipo per portare in alto la squadra, invece di arrendersi senza lottare alle prime difficoltà. Nella scorsa stagione il Milan aveva più o meno gli stessi problemi nello stesso periodo, ma almeno la squadra lottava e lo dimostrano le tante rimonte effettuate, mentre ultimamente, oltre al gioco, allo spettacolo, ai gol e alle vittorie è mancato anche il cuore, non si è vista la voglia di lottare ed è questo che ha dato più fastidio ai tifosi, prima spazientiti, poi infuriati e spinti a contestare la squadra (oltre alla dirigenza) e a respingere nelle ultime occasioni i giocatori che sono venuti sotto la curva ad applaudire, ringraziare per l'incitamento, chiedere scusa e provare a farsi perdonare.
Il Milan ora ospita il Genoa, in una partita che in altri tempi sarebbe stata definita agevole o addirittura facile ma che in questo momento è difficile e impegnativa come un passo dolomitico per un ciclista e lo dimostra il fatto che il Genoa è davanti al Milan in classifica. Non ci sono, però, alternative alla vittoria, bisogna davvero svoltare, cambiare il destino di una stagione prima di andare definitivamente alla deriva; in questo senso la sosta può essere stata d'aiuto, perchè chi è andato in nazionale ha cambiato ambiente e potrebbe essere tornato ricaricato e rasserenato e chi è rimasto a Milanello ha potuto lavorare con tranquillità e concentrazione e, magari, anche il successo in amichevole a Berna può aver dato più entusiasmo e autostima ad un gruppo che sembra anche sfiduciato e depresso. Non ci saranno grandi novità in formazione, perchè i nomi ormai sono quelli e alcuni rientri (El Shaarawy e De Sciglio) sono imminenti ma non ancora d'attualità, quindi il cambiamento deve avvenire proprio nell'atteggiamento in campo e nell'approccio alla partita. Allegri aveva promesso qualche settimana fa che a Natale il Milan sarebbe stato ben più in alto in classifica e ora sarà difficile mantenere la promessa, ma almeno si può provare a ripartire con maggior impegno e voglia per ottenere quella vittoria che manca ormai da un mese. Non sarà facile, perchè il Genoa è in forma e ha risalito la classifica da quando è arrivato Gasperini, ma un altro risultato negativo potrebbe avere effetti devastanti sull'intera stagione, soprattutto alla vigilia di un impegno decisivo per la qualificazione agli ottavi di Champions League come quello di Glasgow di martedì. Purtroppo il Milan non può nemmeno permettersi il lusso di pensare a una sfida teoricamente più importante: il bonus di errori è già stato ampiamente azzerato e non si può più sbagliare, soprattutto davanti a un pubblico che ha esaurito la pazienza e ora pretende una reazione, una prestazione da Milan da parte di giocatori che onorino e meritino la maglia che indossano. E' il momento della svolta, ora o mai più!


