Allegri, sorrisi e frecciate: col Genoa per resistere, guardando al futuro
Salvatore Trovato
Riparte il Campionato e il Milan torna a fare i conti con la propria, allarmante situazione. Tutti in discussione, uno in particolare: è il solito Massimiliano Allegri, che contro il Genoa si gioca tutto, stavolta sul serio. Il tecnico rossonero resta sulla graticola, oggi più che mai, consapevole di esserlo. Ma il toscano, si sa, è uno che non fa storie, abituato com’è a (soprav)vivere con lo spettro dell’esonero, che non ama piangersi addosso e che al muso lungo preferisce il sorriso e quello smisurato ottimismo ritenuto fuori luogo, che spesso irrita il popolo milanista, poiché stona con il momento grigio. "Da anni sento voci sulla mia panchina - ha dichiarato ieri in conferenza stampa -. So che non potrò essere l’allenatore del Milan a vita, i cicli iniziano e finiscono". Il suo, senza se e senza ma, è ormai giunto al capolinea. Saranno i prossimi risultati a stabilire, più o meno, la durata (comunque breve) di questo complicato rapporto. Nel frattempo, mentre l’allenatore prepara l’ennesima battaglia di questa maledetta stagione, i nomi dei possibili sostituti alimentano le sue giornate e appesantiscono le sue chiacchierate con i cronisti: "In Italia stanno venendo su ragazzotti che possono ambire alle grandi squadre.
Dico ragazzotti perché io inizio a diventare vecchio. Inzaghi sta facendo bene in Primavera, Seedorf sta giocando ancora. Ma non tutti quelli che studiano medicina operano a cuore aperto...". Tra il messaggio e la frecciata, il limite è sottilissimo: Allegri, dopo aver capito l’andazzo, sa benissimo che un’ulteriore frenata in Campionato o, ancor peggio, un’eliminazione in Champions League, potrebbero anticipare il momento dei saluti e per questo passa all’attacco. In settimana, a Milanello, sono volate parole di fuoco (come riportato dalla Gazzetta dello Sport), con l’ex Cagliari arrabbiato nei confronti di un gruppo che non sempre lavora a ritmi alti. Inutile, dunque, arrabbiarsi per le domande - pur fastidiose - sul suo futuro quando la squadra, quella stessa squadra che dovrebbe in qualche modo "salvarlo", non gira a dovere, o meglio, non gira affatto. Meglio concentrarsi sul lavoro, quindi sul match di questa sera, sperando di non scivolare ancora, nel dopopartita, su un altro sorriso a denti stretti.


