L'Analisi Tattica: Chievo-Milan (1-4): bentornato pressing! Non andartene più... I movimenti a fisarmonica della trequarti
MN Tactical Analysis
Il Milan placa la sete di vittoria, abbeverandosi a piene mani dalla fonte veronese. Un successo dal gusto puro e rinfrescante, con quattro gol all'attivo e tre punti aggiunti ad una ritoccata classifica. Il Diavolo schianta il Chievo Verona tra le mura amiche, con una prova di forza e superiorità convincente: questa l'Analisi Tattica firmata MilanNews.it di Chievo-Milan 1-4.
PRESSING, BENTORNATO! - Oltre i 3 punti. Oltre la vittoria convincente. Oltre ai gol di Suso, Çalhanoglu e Kalinic. La vera lieta notizia della serata veronese è il ritrovamento di un vecchio amore. Il Diavolo torna dalla città di Giulietta abbracciato, per non dire avvinghiato, a quel elemento che non vuole più perdere nel proseguo della stagione: il pressing. Come due fidanzati che si ricongiungono e, guardandosi negli occhi, s’implorano a vicenda di non andare più via; allo stesso modo Montella guarda dalla propria area tecnica un undici capace di riciclare le manovre avversarie in orchestrate scorribande offensive. Sul campo ostico del Bentegodi, il Milan rispolvera la nozione di copertura degli spazi e guadagno della sfera nella metà campo avversaria, una qualità impagabile. I risultati sono eccellenti. 28 i palloni sottratti alla gestione scaligera, con Biglia, Borini e Kessie a titaneggiare la classifica degli scippi della sfera gialloblù: rispettivamente 7, 6 e 6. Il terzetto difensivo poi (Musacchio-Romagnoli-Rodríguez) non ha il timore di innalzare il baricentro, cucendosi di fatto alle spalle del centrocampo. A seconda della fonte di gioco clivense, il Diavolo attiva delle trappole a triangolo di riferimento che rendono il pressing (quasi) perfetto nel secondo tempo. Esempio pratico: se è Castro il primo portatore, la catena mancina del Milan si accende (se il Chievo cambia lato, si ribalta il triangolo sulla corsia opposta) per chiudere a tenaglia l’avversario. Borini accorcia, Biglia affronta la marcatura, Rodríguez segue gli sviluppi, una cordinazione a tre che facilita la riconquista e rende possibile il lungo campeggio vissuto nei pressi dell’area scaligera. Località di villeggiatura ampiamente apprezzata da Suso, Çalhanoglu e Kalinic: tutti autori di gol scaturiti dal pressing vincente e dall’occupazione degli spazi. Milan-pressing, che sia un sodalizio longevo.
KALINIC, LA DENSITA' E I MOVIMENTI - Uno dei punti sui quali Vincenzo Montella dovrà lavorare maggiormente, nel corso dei prossimi allenamenti e delle prossime settimane, è quello relativo alla densità e alla presenza del Milan nel cono centrale della sua fase offensiva. La manovra, al momento, prevede grande ariosità e movimenti ben precisi sugli esterni, con la squadra che si apre a ventaglio quando è in possesso palla. I due trequartisti, ad esempio, si allargano e chiamano al lavoro di sovrapposizione gli esterni di centrocampo per cercare di rendere meno permeabili le maglie delle difese avversarie. Qui subentra il discorso relativo all'unica punta e, nello specifico, a Nikola Kalinic. Il croato, che ieri sera ha fatto vedere dei bei movimenti oltre ad aver fatto a sportellate con Gamberini e Cesar, deve cercare di essere un po' più presente nella parte calda, quella dalla quale possono nascere situazioni - sia dinamiche sia statiche - molto importanti. Il Milan, ad esempio, è da molte partite che non riesce a guadagnare punizioni centrali dai 25 metri in giù. Un problema non da poco se si considera la batteria di calciatori specializzati nei piazzati. Contro la Juventus, e non solo, questo aspetto potrebbe essere fondamentale per sbloccare il risultato o trovare la via della rete.
Di Daniele Castagna e Pietro Mazzara


