Gazzetta - Milan incompiuto, pessimo rendimento dei singoli: Montella resta, ma il suo tempo si accorcia
Salvatore Trovato
È andata così... ancora una volta. Il Milan ci ha provato, non ha affatto sfigurato al cospetto di una squadra obiettivamente più forte, ma alla fine ha pagato pegno nelle uniche due disattenzioni della partita. Anche la sfiga ci ha messo lo zampino, ma la traversa colpita allo scadere del primo tempo - a dire il vero! - è più un errore (grossolano) di Kalinic che un vero e proprio episodio sfortunato.
SINGOLI - Il Milan, scrive stamane La Gazzetta dello Sport, si specchia ancora nella sua incompiutezza. Non appena l’asticella si alza (Lazio, Samp, Roma, Inter e, appunto, Juve) i rossoneri restano a digiuno. Non può più essere un caso. Tanti, troppi giocatori sotto standard e sottotono. A cominciare da Kalinic, sempre in ritardo e mai decisivo. Male anche Romagnoli e Ricardo Rodríguez, decisamente molli sulle due giocate del pipita Higuain. Impalpabili Biglia (il peggiore) e Kessié, così come Calhanoglu.
MONTELLA - 16 punti in undici giornate, molti meno di quanti preventivati. Il modulo è giusto un dettaglio: fin qui, a fare la differenza (in negativo, s’intende) è stato il pessimo rendimento dei singoli. È vero, anche Montella ci ha messo del suo in passato, insistendo con Suso seconda punta, ma l’impressione - evidenzia la rosea - è che si viva alla giornata. Il tecnico non dovrebbe temere scossoni alla sua panchina, ma il suo tempo s’accorcia drammaticamente.


