Montella, credito esaurito. Milan, Sassuolo ancora nel destino. Andrè Silva, così si perde un valore
Antonio Vitiello
Stavolta il credito sembra essersi esaurito per davvero. Cinque sconfitte in campionato su undici match disputati mettono Montella a rischio esonero. Le belle parole non servono più, ora la dirigenza pretende i fatti, serve solo vincere contro Aek Atene e Sassuolo, prima della sosta per gli impegni delle nazionali. Se così non fosse, la dirigenza potrebbe approfittare dei quindici giorni di pausa in campionato per sollevare dall’incarico Montella e sostituirlo. La sconfitta con la Juve ha peggiorato la situazione, la svolta tarda ad arrivare e alcuni giocatori invece di migliorare stanno compiendo preoccupanti passi indietro. La corsa in campionato è ormai compromessa, dopo undici turni il Milan ha già un ritardo di 15 punti dal Napoli, praticamente doppiato in questa prima parte di stagione. E’ vero che alla squadra serve tempo perché nessuno ha la bacchetta magica per far funzionare subito un gruppo nuovo dopo tanti cambiamenti estivi, ma al Milan il tempo è sempre limitato, lo dice la storia di questo club. Inoltre c’è la forte pressione di dover vincere a tutti i costi per arrivare in Champions e questo incide molto sulla testa del tecnico e dei giocatori.
Montella si gioca tutto in questa settimana, con l’Aek Atene servono i tre punti per mettere al sicuro la qualificazione ai sedicesimi, ma domenica sera arriverà la prova più importante contro quel Sassuolo che negli anni scorsi è stato più volte fatale per la panchina del Milan. Nel gennaio 2014 una sconfitta contro i neroverdi provocò l’esonero di Massimiliano Allegri, sostituito poi da Seedorf. Sempre con il Sassuolo il Milan perse 2-0 con Sinisa Mihajlovic in panchina che poi portò all’esonero qualche gara più avanti dopo la sconfitta con la Juve. Stessa cosa con Pippo Inzaghi, pure in quel caso ci fu un brutto ko contro i neroverdi (3-2 con tripletta di Berardi), con l’effetto di non essere più confermato la stagione successiva. Il Milan ha un brutto ricordo delle sfide contro il Sassuolo, e domenica un ko potrebbe avere degli effetti tragici sul prosieguo dell’avventura di Vincenzo Montella alla guida dei rossoneri.
La dirigenza sta valutando le alternative, e al di là delle smentite di rito, l’ipotesi Gattuso è tenuta ancora in considerazione. In primis perché già conosce l’ambiente, potrebbe essere un buon traghettatore fino a giugno e poi economicamente non andrebbe ad incidere sul bilancio. Poi ci sono sempre le ipotesi Paulo Sosa e Mazzarri, ma loro vorrebbero almeno un contratto di un anno e mezzo, non è facile saltare su un treno in corsa con tanti problemi e con la pressione a mille.
Ci descrivono un Andrè Silva non proprio felicissimo della gestione di Montella. E non potrebbe essere altrimenti, a chi piace stare in panchina? Il portoghese è stato l’acquisto più costoso della campagna estiva insieme a Bonucci ma almeno in campionato vede pochissimo il campo. In Europa il discorso cambia, ha più spazio e la possibilità di mettersi in mostra con gol importanti (sei reti da quando è cominciata l’avventura in Europa League), ma non gli bastano. Vorrebbe incidere di più, vorrebbe essere coinvolto maggiormente dal tecnico e il fatto di essere ancora a quota zero dopo undici gare di serie A non lo soddisfa per niente. Se Montella gli preferisce Kalinic evidentemente Silva deve fare qualcosa in più per catturare l’attenzione dell’allenatore, ma è anche vero che se gioca poco non potrà mai prendere confidenza con il campionato italiano per provare a sbloccarsi. I numeri dicono che l’attacco rossonero è uno dei peggiori della serie A e questo deve far riflettere anche sulle scelte del reparto offensivo. Qualcosa è stato sbagliato, il Milan ad oggi non ha un bomber a differenza delle altre squadre che si affidano ad un uomo da 15-20 gol a stagione.


