L'utopia del campionato e la speranza alternativa: il sogno Champions passa dall'Europa League
Matteo Calcagni
I dodici punti che distanziano il Milan dal quarto posto, dopo solo undici giornate di campionato, appaiono come una muraglia quasi invalicabile, salvo miracoli o rimonte imprevedibili. Questo non significa gettare le armi già ad ottobre, ma è chiaro che la scalata sarebbe complicata per chiunque, anche per un club con maggiori certezze e convinzioni rispetto alla squadra rossonera. La Champions League è dunque un'utopia? Guardando al campionato la risposta probabilmente è sì, ma per fortuna il Diavolo, grazie alla mezza impresa dello scorso anno, ha un'altra carta da giocare.
L'EUROPA IN SOCCORSO - Partiamo dal presupposto che il Milan non può in alcuna maniera accantonare la Serie A, a prescindere dalla strada alternativa che ha a disposizione. Questa via si chiama Europa League e rappresenta forse l'unica vera speranza dei rossoneri di disputare la Champions League 2018/19. Perché ad oggi, con tutta franchezza, appare più credibile arrivare alla finale di Lione che recuperare dodici lunghezze a Juventus e Lazio, senza contare le otto che separano i rossoneri dai giallorossi. Il Diavolo è ad un passo dai sedicesimi di Europa League che verranno disputati a febbraio, quando la condizione e le sicurezze della formazione rossonera potranno essere decisamente diverse da quelle attuali. E si sa, il suolo internazionale è da sempre foriero di soddisfazioni per il Milan.
HABITAT - Finora il Milan non ha affrontato avversarie particolarmente probanti nel suo cammino europeo, ma è riuscito a non sbagliare gli appuntamenti, ad eccezione dello 0-0 casalingo contro l'AEK. Proprio l'avversaria greca sembra l'ostacolo più concreto del girone D e la trasferta di giovedì sarà fondamentale. Vincendo, l'undici rossonero metterebbe due piedi nei sedicesimi, garantendosi il primato del gruppo ed un'avversaria più abbordabile. Uscire da Atene con i tre punti non sarà uno scherzo, ma questo Milan ha le qualità e le possibilità di riuscirci, soprattutto se metterà in campo le buone cose viste nelle ultime gare, come in quella contro il Chievo. L'habitat europeo può essere di grande beneficio al Milan ma anche ai giocatori stessi: è evidente che alcuni rossoneri, come Calhanoglu e André Silva, riescano ad esprimersi meglio in questo contesto, sia per esperienza che per le note differenze col calcio italiano. Archiviato il girone, il Milan poi dovrà provare a macinare terreno sul suolo italico, in attesa che arrivino le sfide da dentro fuori e chissà che la coppa non possa portare un traguardo ad oggi insperato.


